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Umberto Eco

 
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Autore Messaggio
bubu7



Iscritto: 27 Gen 2005
Messaggi: 225

MessaggioInviato: Lun, 19 Dic 2005; 10:34    Oggetto: Umberto Eco Rispondi con citazione

Vorrei aprire la settimana prenatalizia con un intervento di censura nei confronti della superficialità, che a volte si nasconde in luoghi insospettabili, e con un invito a cercare sempre riscontri anche alle affermazioni di persone autorevoli.
(A maggior ragione questo varrà per quanto sto per dire)

In un’interessante Bustina pubblicata sull’Espresso (27 luglio 2004), dal titolo Provare e riprovare, Eco parla di alcune procedure che costituiscono il fondamento del metodo scientifico.
Ad un certo punto, per spiegare la frase posta come titolo della Bustina, egli tira in ballo il motto dell’Accademia del Cimento (grassetto mio):
Citazione:
…considerando che un esperimento andato a male non sia un fallimento, ma valga tanto quanto un esperimento andato bene, perché prova che una certa via che si stava battendo era sbagliata e bisogna o correggere o addirittura ricominciare da capo. Che è poi quello che sosteneva secoli fa l'Accademia del Cimento, il cui motto era 'provando e riprovando' - e 'riprovare' non significava provare di nuovo, che sarebbe il meno, ma respingere (nel senso della riprovazione) quello che non poteva essere sostenuto alla luce della ragionevolezza e dell'esperienza.

Ma ecco come il motto (che insieme allo stemma è stato ripreso dalla Società italiana di Fisica) è commentato da Lorenzo Magalotti nel Proemio ai lettori dell’unica pubblicazione dell’Accademia, i Saggi di Naturali Esperienze (1667):
Citazione:
Non vi ha cui meglio rivolgersi che alla fede dell’esperienza, la quale non altrimenti di chi varie gioie sciolte e scommesse cercasse di rimettere ciascuna per ciascuna al suo incastro, così ella adattando effetti a cagioni e cagioni ad effetti, se non di primo lancio come la geometria tanto che provando e riprovando le riesce talora di dar nel segno. Conviene però camminar con molto riguardo che la troppa fede all’esperienza non ci faccia travedere e n’inganni, essendo che alle volte, prima ch’ella ci mostri la verità manifesta dopo levati que’ primi vela delle falsità più palesi, ne fa scorgere certe apparenze ingannevoli ch’hanno sembianza di vero e sì lo somigliano.

Il significato di riprovare si evince chiaramente dal mio grassetto ed è proprio quello di provare di nuovo, accademicamente negato dal professor Eco.
Il quale si dev’essere confuso col significato che ha il termine nella seguente terzina della Commedia dantesca (Par. III, 1-3):
Citazione:
Quel sol che pria d'amor mi scaldò 'l petto,
di bella verità m'avea scoverto,
provando e riprovando, il dolce aspetto;

Dove il sole è Beatrice che spiega a Dante come stanno le cose e confuta le sue credenze errate.
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Brazilian dude



Iscritto: 12 Apr 2005
Messaggi: 553

MessaggioInviato: Lun, 19 Dic 2005; 14:13    Oggetto: Rispondi con citazione

Citazione:
ch’hanno

Non mi piace vedere questo. Per me questo si pronuncia canno.

Brazilian dude
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Infarinato



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 564

MessaggioInviato: Lun, 19 Dic 2005; 14:57    Oggetto: Rispondi con citazione

Brazilian dude ha scritto:
Citazione:
ch’hanno

Non mi piace vedere questo. Per me questo si pronuncia canno.

Infatti. Wink Davanti ad h si può pure ridurre al semplice c’ (sempre /k/)…
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Brazilian dude



Iscritto: 12 Apr 2005
Messaggi: 553

MessaggioInviato: Lun, 19 Dic 2005; 15:33    Oggetto: Rispondi con citazione

Ed è corretto questo? Mi sembra un po' strano.

Brazilian dude
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Infarinato



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 564

MessaggioInviato: Lun, 19 Dic 2005; 15:40    Oggetto: Rispondi con citazione

Brazilian dude ha scritto:
Ed è corretto questo? Mi sembra un po' strano.

Certo, è un che relativo… È vero che apostrofare un che (specialmente davanti a vocale diversa da e) ha un sapore letterario/aulico, ma è assolutamente legittimo.
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bubu7



Iscritto: 27 Gen 2005
Messaggi: 225

MessaggioInviato: Lun, 19 Dic 2005; 16:56    Oggetto: Rispondi con citazione

Infarinato ha scritto:
Brazilian dude ha scritto:
Ed è corretto questo? Mi sembra un po' strano.

Certo, è un che relativo… È vero che apostrofare un che (specialmente davanti a vocale diversa da e) ha un sapore letterario/aulico, ma è assolutamente legittimo.

Direi che va usato con molta parsimonia e solo in uno stile aulico. Non lo consiglierei in uno scritto di stile medio, avvertendosi comunque un retrogusto di obsolescenza.
L'interrogazione della base dati della Letteratura italiana Zanichelli (LIZ 4.0), mostra un tracollo della forma elisa già nella prima metà del Novecento.

Infatti la citazione è del XVII secolo. Wink
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Incarcato



Iscritto: 18 Gen 2005
Messaggi: 461

MessaggioInviato: Lun, 19 Dic 2005; 17:17    Oggetto: Rispondi con citazione

Sono d'accordo con Lei, caro Bubu7.
Da parte di certuni c'è a volte la voglia di voler stupire a tutti i costi: provarci è legittimo, ma si può anche prendere degli abbagli. (Detto per inciso, l'episodio mi ricorda quella famosa foga heideggeriana di voler sempre palesare l'ontico attrevarso le etimologie, esercizio fascinoso e molto imitato, ma ben poco « fondante ».)
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Morgen habe denn das Rechte / Seine Freunde wohlgesinnet, / Wenn nur heute noch das Schlechte / Vollen Platz und Gunst gewinnet


Ultima modifica effettuata da Incarcato il Lun, 19 Dic 2005; 18:45, modificato 1 volta in totale
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GIORGIO P.



Iscritto: 02 Mag 2005
Messaggi: 623
Località di residenza: Welschtirol

MessaggioInviato: Lun, 19 Dic 2005; 18:09    Oggetto: Rispondi con citazione

Incarcato ha scritto:
Sono d'accordo con Lei, caro Bubu7.
Da parte di certuni c'è a volte la voglia di voler stupire a tutti i costi: provarci è legittimo, ma si può anche prendere degli abbagli. (Detto per inciso, l'episodio mi ricorda quella famosa foga heiddegeriana di voler sempre palesare l'ontico attrevarso le etimologie, esercizio fascinoso e molto imitato, ma ben poco « fondante ».)


Se mi posso permettere "heideggeriana"... Wink
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Mm!
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Incarcato



Iscritto: 18 Gen 2005
Messaggi: 461

MessaggioInviato: Lun, 19 Dic 2005; 18:44    Oggetto: Rispondi con citazione

Grazie, una svista. Il fatto è che è una parola orrida da pronunciarsi, almeno per me.
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Lindbergh



Iscritto: 24 Nov 2005
Messaggi: 18
Località di residenza: Salerno

MessaggioInviato: Lun, 19 Dic 2005; 22:22    Oggetto: Rispondi con citazione

Quel sol che pria d'amor mi scaldò 'l petto,
di bella verità m'avea scoverto,
provando e riprovando, il dolce aspetto;

Nella suddetta terzina, Dante fa riferimento - sintetizzandolo e invertendone i momenti ("provando e riprovando" anzichè "riprovando e provando") - al metodo di conoscenza della verità della dottrina scolastica. Tale metodo consisteva nel confutare (riprovando) prima tutte le tesi in opposizione ad un certo postulato, per poi arrivare a dimostrare (provando) l'unica tesi attendibile.
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Non sono che l'anima di un pesce con le ali, / volato via dal mare ad annusare le stelle... Difficile non è partire contro la corrente, / ma salire nel cielo e non trovarci niente.
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