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Aggradare: essere o avere?
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Autore Messaggio
Brazilian dude



Iscritto: 12 Apr 2005
Messaggi: 553

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 4:24    Oggetto: Aggradare: essere o avere? Rispondi con citazione

Qualche giorno fa ho usato il verbo aggradare (e non so perché, perché non l'uso quasi mai in italiano) con l'ausiliare essere, modellato sul verbo piacere, e anche perché i verbi impersonali richiedono essere. Oggi, per curiosità, ne ho controllato l'ausiliare su due vocabulari, e non ci ho trovato informazioni pertinenti, tranne quelle che accennavano all'intransitività del verbo aggradare (francamente poco rilevante per questo mio quesito). Ho fatto una ricerca con google (so dei suoi difetti ma non avevo nessun altro strumento a portata di mano) e non ho trovato occorrenze con essere, solo con avere. Questo significa che ho sbagliato basandomi sul fatto che i verbi impersonali esigono essere?

Brazilian dude
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Antonio1



Iscritto: 22 Ott 2005
Messaggi: 68
Località di residenza: Verona

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 5:55    Oggetto: Rispondi con citazione

Può fare un esempio della costruzione che ha usato?
Lo chiedo poiché aggradare è già sinonimo di piacere, in forme come:

Mi aggraderebbe una sua visita
parallelamente:
Mi farebbe piacere (ricevere) una sua visita

oppure:
Mi piacerebbe ricevere una sua visita
Qualora le aggradasse mi piacerebbe ricambiare (la visita).

Se le aggrada posso partecipare

parallelamente:
Se le fa piacere posso partecipare


Si esponga, la prego.
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dario



Iscritto: 28 Feb 2005
Messaggi: 873
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 12:08    Oggetto: Rispondi con citazione

Ormai, però, il verbo aggradare è usato esclusivamente al presente indicativo: mi aggrada; se le aggrada, ecc. Non trovo mai scritto, ad esempio, se le aggradasse, potremmo....
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Brazilian dude



Iscritto: 12 Apr 2005
Messaggi: 553

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 12:24    Oggetto: Rispondi con citazione

Ho detto qualcosa come Le nuove materie del nostro corso alla facoltà non sono aggradate agli studenti.

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bubu7



Iscritto: 27 Gen 2005
Messaggi: 225

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 12:29    Oggetto: Rispondi con citazione

Dal Gradit a proposito di aggradare:

GRAMMATICA forme attestate: 3a pers. sing. dell'ind. pres., 3a pers. sing. del pass.rem., dell'ind. imperf. e del congt. pres., p.pass.
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Brazilian dude



Iscritto: 12 Apr 2005
Messaggi: 553

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 12:31    Oggetto: Rispondi con citazione

È dunque un verbo difettivo in italiano? Peccato!

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dario



Iscritto: 28 Feb 2005
Messaggi: 873
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 13:01    Oggetto: Rispondi con citazione

bubu7 ha scritto:
Dal Gradit a proposito di aggradare:

GRAMMATICA forme attestate: 3a pers. sing. dell'ind. pres., 3a pers. sing. del pass.rem., dell'ind. imperf. e del congt. pres., p.pass.


Io vorrei proprio sapere dove saranno mai attestate le forme che dice il Gradit. Tipo il passato remoto, ma chi direbbe "mi aggradò". E del participio passato aggradato, ne vogliamo parlare?
Secondo me gli autori dei dizionari non hanno una visione molto precisa di come si parla(i) fuori dalle loro "stanze". Wink
Brazilian, usi gradire al posto di aggradare, quindi sono gradite al posto di sono aggradate.


Ultima modifica effettuata da dario il Ven, 16 Dic 2005; 13:04, modificato 1 volta in totale
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Alberto74



Iscritto: 03 Nov 2005
Messaggi: 227
Località di residenza: Napoli

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 13:04    Oggetto: Rispondi con citazione

Beh, c'è comunque il verbo "gradire" che funzionerebbe benissimo in quella frase e ha sfumature diverse anche se contigue a "piacere".

Quindi:

Le nuove materie del nostro corso alla facoltà non sono gradite dagli studenti

Smile
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bubu7



Iscritto: 27 Gen 2005
Messaggi: 225

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 13:25    Oggetto: Rispondi con citazione

dario ha scritto:
bubu7 ha scritto:
Dal Gradit a proposito di aggradare:

GRAMMATICA forme attestate: 3a pers. sing. dell'ind. pres., 3a pers. sing. del pass.rem., dell'ind. imperf. e del congt. pres., p.pass.


Io vorrei proprio sapere dove saranno mai attestate le forme che dice il Gradit. Tipo il passato remoto, ma chi direbbe "mi aggradò". E del participio passato aggradato, ne vogliamo parlare?
Secondo me gli autori dei dizionari non hanno una visione molto precisa di come si parla(i) fuori dalle loro "stanze". Wink

Guardi dario, che attestato significa presente nella nostra tradizione letteraria e quindi non necessariamente di uso comune oggi.
Traggo dalla base dati della LIZ 4.0 Zanichelli:
Citazione:
TANSILLO, L. (1510-1568) Canzoniere
Il nettare di Giove,
e ciò che all'altrui gusto aggradò mai,
foran de l'acque tue men dolci assai.
(III, canz.18.11)

SERDINI, S. (il Saviozzo) Rime
1) quante mie tribulazione,/ ché tante volte tu mi se' aggradato./ O
allegrezza mia, vero campione - 103.35

PICCOLOMINI, A. L'amor costante
1) PANZ.\...", "acque soventevoli", "sollazzose fiate", "aggradato dal
pensiero che trapana i rosseggianti cuori della sua anima - At.2, sc.8.8
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Brazilian dude



Iscritto: 12 Apr 2005
Messaggi: 553

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 13:26    Oggetto: Rispondi con citazione

Grazie, Alberto74, gradire è una buon'alternativa.

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dario



Iscritto: 28 Feb 2005
Messaggi: 873
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 14:39    Oggetto: Rispondi con citazione

bubu7 ha scritto:

Guardi dario, che attestato significa presente nella nostra tradizione letteraria e quindi non necessariamente di uso comune oggi.
[...]


Sì, bubu7, conosco il significato di attestato, ma come ha detto bene lei "non necessariamente di uso comune oggi". Potrebbe quindi essere in uso, oggi. Si metta nei panni di Brazilian che ha posto il quesito e che, leggendo la definizione nel Gradit, potrebbe pensare che quelle forme di aggradare siano diffuse e lecitissime nell'italiano d'oggi, mentre non è così. E allora perché fornire una definizione di forme attestate ma ormai anacronistiche?
Le ricordo anche che il Gradit (come tutti i dizionari) è un dizionario dell'uso, non normativo; il che rafforza l'idea fuorviante che le definizioni in esso contenute siano ancora vive oggigiorno.
E con questo ho concluso, Vostro Onore. Wink
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bubu7



Iscritto: 27 Gen 2005
Messaggi: 225

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 15:04    Oggetto: Rispondi con citazione

dario ha scritto:
E allora perché fornire una definizione di forme attestate ma ormai anacronistiche?

Per fargli capire che le forme composte non sono mai esistite in italiano e giustificare quindi le sue difficoltà nell'usare il verbo in questi tempi.

dario ha scritto:
Le ricordo anche che il Gradit (come tutti i dizionari) è un dizionario dell'uso, non normativo; il che rafforza l'idea fuorviante che le definizioni in esso contenute siano ancora vive oggigiorno.

Posso ammettere che non si conoscano i criteri di selezione del lessico alla base del Gradit.
Come lei stesso afferma, è un'idea fuorviante che esso contenga solo espressioni ancora vive oggigiorno. Wink
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dario



Iscritto: 28 Feb 2005
Messaggi: 873
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 15:24    Oggetto: Rispondi con citazione

bubu7 ha scritto:

dario ha scritto:
Le ricordo anche che il Gradit (come tutti i dizionari) è un dizionario dell'uso, non normativo; il che rafforza l'idea fuorviante che le definizioni in esso contenute siano ancora vive oggigiorno.

Posso ammettere che non si conoscano i criteri di selezione del lessico alla base del Gradit.
Come lei stesso afferma, è un'idea fuorviante che esso contenga solo espressioni ancora vive oggigiorno. Wink


Con "idea fuorviante" mi riferivo al contrasto tra "dizionario dell'uso" e la "presenza di definizioni attestate (e forse non in uso oggi)".
A mio avviso, laddove vi siano delle definizioni con forme attestate, ma non più in uso, dovrebbe essere specificato nel dizionario, altrimenti può nascere un equivoco (da qui il mio "fuorviante").
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giandemilan



Iscritto: 19 Feb 2005
Messaggi: 91
Località di residenza: Milano

MessaggioInviato: Ven, 16 Dic 2005; 22:18    Oggetto: Rispondi con citazione

Alla domanda che forma il titolo di questo filone (aggradare: essere o avere?) bisogna semplicemente rispondere, secondo me, che aggradare è un verbo difettivo, privo di forme composte e quindi di ausiliari.

Sennonché, l'esempio portato da Brazilian dude:
Citazione:
Ho detto qualcosa come Le nuove materie del nostro corso alla facoltà non sono aggradate agli studenti

dimostra, sempre secondo me, che il problema in realtà è mal posto.
In questo esempio infatti "aggradato" è usato come aggettivo (che non esiste: da qui il facile suggerimento di sostituirlo con "gradito") e non come participio passato suscettibile di dare luogo, con l'ausiliare essere, a una forma verbale composta.
In altri termini partendo da questo esempio non è possibile chiedersi se assieme al participio passato "aggradato" sarebbe stato preferibile usare l'ausiliare avere anziché essere, semplicemente perché qui il verbo essere non è un ausiliare!
Provo a fare l'analisi logica della frase pescando nei miei vecchi ricordi (se sbaglio mi correggerete, come disse Papa Wojtyla):
Le nuove materie, soggetto;
non sono, copula;
aggradate (rectius gradite), predicato nominale;
agli studenti, complemento di termine.
Insomma spero di essere stato chiaro."Gradito" in questo caso è un aggettivo e non il participio passato del verbo gradire. La mia vecchia grammatica per illustrare il concetto dei participi passati usati come aggettivi portava quest'altro esempio (un po' bellicoso come si era a quei tempi):
Citazione:
La cavalleria era armata alla leggera.
.

Cordiali saluti.
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giandemilan
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Antonio1



Iscritto: 22 Ott 2005
Messaggi: 68
Località di residenza: Verona

MessaggioInviato: Sab, 17 Dic 2005; 1:22    Oggetto: Rispondi con citazione

Non vedo nemmeno gradito come un aggettivo poiché esite gradevole.

"Com'è questa lettura"?
"È gradevole ma avrei gradito di più un racconto di fantascienza".

"Ha gradito il pranzo"?
"Sì, era tutto gradevole, specialmente il primo piatto".
"Gradirebbe altre portate?
"No, grazie, ho gradito tutto ma ora sono sazio".

Nella frase consigliata a Brazilian dude:
"Le nuove materie del nostro corso alla facoltà non sono gradite dagli studenti"
gradite sottintende, nella negazione: non sono volute, non sono piaciute (nella proposta). Forma in cui gradite non si veste da aggettivo ma, propriamente, da participio passato.

A Brazilian dude consiglio anch'io, vivamente, di lasciar perdere verbi e forme sì vetuste.
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