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"abitare a Via..." o "in Via..."
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Autore Messaggio
pippo100



Iscritto: 25 Giu 2005
Messaggi: 49

MessaggioInviato: Gio, 01 Dic 2005; 8:58    Oggetto: "abitare a Via..." o "in Via..." Rispondi con citazione

Buongiorno a tutti.
Si dice abitare "a Via..." o "in Via...": Nello stesso tempo si può dire "alla Via.." e "sulla Via..."?
Grazie a tutti.
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dario



Iscritto: 28 Feb 2005
Messaggi: 873
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Gio, 01 Dic 2005; 16:30    Oggetto: Rispondi con citazione

Si può dire sia "in Via" che "a Via", sebbene "in Via" sia da preferire.
La maiuscola di "via" non è obbligatoria, ma consigliata.

"Alla via" si può usare ma in contesti diversi rispetto a "Sulla via".
Potrei dire "sulla via del ritorno...", ma non "alla via del ritorno...". Ma direi "fate attenzione alla via che percorrerete al ritorno...".
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Marco1971



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 1461

MessaggioInviato: Gio, 01 Dic 2005; 17:14    Oggetto: Rispondi con citazione

dario ha scritto:
Si può dire sia "in Via" che "a Via", sebbene "in Via" sia da preferire.

«Abito a Via Xyz» non è italiano modello: si dice «Abito in Via Xyz». Se n’è già parlato, e forse qualche anima pia troverà il nesso. Very Happy
_________________
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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ugocon



Iscritto: 18 Lug 2005
Messaggi: 233
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Gio, 01 Dic 2005; 17:40    Oggetto: Rispondi con citazione

Il nesso?? Shocked

Ah... il... link!!!
Twisted Evil Very Happy

Comunque, scherzi a parte, preferisco collegamento, anche se più lungo: nesso lo vedo più attinente ad un collegamento logico tra concetti piuttosto che ad un collegamento fisico, anche se si può dire per quest'ultima accezione "connessione", che comprende la parola nesso.
Questione di gusti...

Ugo
_________________
Una volta che abbiate conosciuto il volo, camminerete sulla Terra guardando al cielo, perché là siete stati e là desiderate tornare...
Leonardo da Vinci
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dario



Iscritto: 28 Feb 2005
Messaggi: 873
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Gio, 01 Dic 2005; 17:53    Oggetto: Rispondi con citazione

Marco1971 ha scritto:
dario ha scritto:
Si può dire sia "in Via" che "a Via", sebbene "in Via" sia da preferire.

«Abito a Via Xyz» non è italiano modello: si dice «Abito in Via Xyz». Se n’è già parlato, e forse qualche anima pia troverà il nesso. Very Happy


Vari testi e dizionari affermano che "a Via" non sia del tutto errato. Poi non capisco perché si possa dire "abito a Roma" e non "abito a Via Manzoni...".
Ripeto: "in Via" è italiano modello, "a Via" non è errato.
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Marco1971



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 1461

MessaggioInviato: Gio, 01 Dic 2005; 17:55    Oggetto: Rispondi con citazione

dario ha scritto:
Vari testi e dizionari affermano che "a Via" non sia del tutto errato.

Quali?
dario ha scritto:
Ripeto: "in Via" è italiano modello, "a Via" non è errato.

No, è semplicemente regionale. Wink
_________________
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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arianna



Iscritto: 17 Feb 2005
Messaggi: 161

MessaggioInviato: Gio, 01 Dic 2005; 22:33    Oggetto: Rispondi con citazione

Ma poi chi direbbe abitare a via X? a me sembra una stonatura... Confused
_________________
Felice chi lancia i pensieri come allodole
in libero volo verso i cieli del mattino!
__________

Arianna
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dario



Iscritto: 28 Feb 2005
Messaggi: 873
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Ven, 02 Dic 2005; 9:55    Oggetto: Rispondi con citazione

arianna ha scritto:
Ma poi chi direbbe abitare a via X? a me sembra una stonatura... Confused


Ecco, ci risiamo. Si tratta solo di abitudine. Se ci si abitua a sentire per anni "in Via", è ovvio che poi altre forme sembrino "strane" o inaccettabili.
Marco, lei usa molto come riferimento il motore di ricerca Google per avere un'idea della diffusione di una data espressione o parola, e questa volta l'ho usato anch'io. Ecco i dati:

a via
554000 occorrenze

in via
3560000 occorrenze

C'è da tener presente che tra le occorrenze di "in Via" ce ne sono moltissime da non prendere in considerazione, come "in via del tutto eccezionale", "in via definitiva...", ecc.

554000 occorrenze per "a Via" non mi sembrano poche, non crede?

Inoltre il Garzanti, nella sezione "Dubbi linguistici", scrive:

stato in luogo con nomi di strade
in via
a via

L'uso più generale richiede in, ma è abbastanza diffuso anche a, in origine proprio dell'italiano romano e meridionale.

Non mi pare che sia così "strano" l'uso di "a Via".
Ma poi, mettiamo da parte le varie fonti e ragioniamo con la nostra testa e con il nostro orecchio: ma perché "a Via" dovrebbe essere errato?
Se dico "mi trovo a casa..." dovrei poter dire "mi trovo a Via Roma...": è un semplice e banale stato in luogo.
Scommettete che se per 10 anni tutti dicessero "a Via" nessuno lo vedrebbe poi così strano? Wink
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Marco1971



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 1461

MessaggioInviato: Ven, 02 Dic 2005; 16:14    Oggetto: Rispondi con citazione

Se mi cita la garzantumiera e Google... Laughing

Forse il tipo romanesco e meridionale si diffonderà anche negli scritti formali, ma per ora «a via» non ha lo statuto ufficiale di «in via».

Con le preposizioni non si può sempre invocare la logica, perché l’uso è mutevole nel tempo: in antico si diceva «Vado in Firenze», oggi si dice «Vado a Firenze» (ma in resiste ancora per lo stato in luogo, specie nel linguaggio burocratico o in istili molto formali).
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Alberto74



Iscritto: 03 Nov 2005
Messaggi: 227
Località di residenza: Napoli

MessaggioInviato: Ven, 02 Dic 2005; 17:46    Oggetto: Rispondi con citazione

Citazione:
Se dico "mi trovo a casa..." dovrei poter dire "mi trovo a Via Roma...": è un semplice e banale stato in luogo.
Scommettete che se per 10 anni tutti dicessero "a Via" nessuno lo vedrebbe poi così strano?


Purtroppo i complementi locali sono molto più fluidi di quanto ci insegni l'analisi logica.

Con questo non mi sento di dire che una delle due forme sia giusta rispetto all'altra che, di conseguenza, sarebbe sbagliata.

Solo che ricordo che in italiano "qua" e "qui", e corrispondentemente "là" e "lì", non sono veramente sinonimi visto che i primi delle due serie rappresentano uno stato in luogo "estensivo", i secondi uno "puntuale".

"Qua" varrebbe "nei pressi, nella zona"; "qui" varrebbe "in questo punto".

Traggo queste informazioni non dal mio uso, che complice la mia origine napoletana me li fa confondere pienamente (senza voler dire che tutti i napoletani lo facciano, ma capisco l'origine del mio idioletto), ma da un qualsiasi testo di grammatica delle scuole medie inferiori.

Però la mia osservazione mi spinge a riflettere sull'eventualità che anche "a" e "in" rappresentino una simile opposizione di stati in luogo (plurale voluto).

Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni.
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dario



Iscritto: 28 Feb 2005
Messaggi: 873
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Ven, 02 Dic 2005; 21:40    Oggetto: Rispondi con citazione

Interessante osservazione, Alberto.
A tal proposito vorrei citare quanto scritto da Maurizio Pistone nel suo sito:

Citazione:

Coi nomi di città e terre per significare stato in luogo si usa più spesso a, quando non importa escludere i dintorni; p. es. Vivo, abito a Firenze, a Roma (sia dentro, sia fuori) ecc. Anche con alcuni nomi comuni, per indicare non tanto la dimora in un luogo, quanto l'occupazione che vi si fa, si usa a; p. es. sono al teatro (cioè allo spettacolo), al ballo, allo studio, alla scuola od a scuola, al banco, sono o sto a casa (cioè non passeggio), alla campagna, da risguardarsi come, frasi o locuzioni avverbiali. Con infiniti: stare a sedere, a riposare, a dormire, a giuocare ecc. (Vedi P. I, cap. XX, § 14).

Anche in fa talvolta le veci di a, sia per indicare vicinanza: abitavano in porta Salaja. Boccaccio; sia per indicar direzione, quando si premette ad avverbii locali; p. es. volto in qua, in là, in su, in giù ecc. (non a qua ecc. vedi P. I, cap. XXV, § 9). Ognuno in giù tenea volta la faccia. Dante.


In effetti, credo che tra "a Via" e "in Via" possa valere un discorso simile.
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Marco1971



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 1461

MessaggioInviato: Sab, 03 Dic 2005; 1:24    Oggetto: Rispondi con citazione

Si possono fare considerazioni storiche, filosofiche e psicologiche sull’uso delle preposizioni, ma alla fine vince sempre l’uso, che di storia, filosofia e psicologia è del tutto ignaro.

Con gli odonimi, la norma attuale vuole in, che si tratti di stato in luogo o di moto a luogo. Domani sarà forse diverso, ma per ora è cosí, checché ne pensino i nostri cari amici romani. Wink
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Samir



Iscritto: 01 Dic 2005
Messaggi: 31
Località di residenza: Verona

MessaggioInviato: Lun, 05 Dic 2005; 12:14    Oggetto: in via vs. a via Rispondi con citazione

Non avrò forse una conoscenza cosí approfondita dei vernacoli ma mi par che a via in luogo di in via o peggio ancóra vo in Firenze per vo a Firenze, anche se il latino prevedeva pei complementi di moto a luogo "in, ad + accusativo", mi sembrano varianti regionali non ancóra assurte a forme normali (non me ne vogliano i fieri sostenitori di stàndaro Very Happy).
Una curiosità: mi sembra una forma burocratica e affettata utilizzare la maiuscola per il sostantivo "via". Mi sbaglio?
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Alberto74



Iscritto: 03 Nov 2005
Messaggi: 227
Località di residenza: Napoli

MessaggioInviato: Lun, 05 Dic 2005; 12:35    Oggetto: Rispondi con citazione

Non so se lo standard, o meglio la Norma (maiuscolo voluto), preveda "a" piuttosto che "in" con la parola "via" per il moto a luogo.

Tuttavia i latini AD+acc. e IN+acc. rappresentano due diversi complementi: il primo un moto a luogo di avvicinamento, il secondo un moto a luogo di inserimento.

In italiano questa distinzione è meno sentita, anche per varianti d'uso regionali. Io ad esempio dico, sicuramente sbagliando, con molta indifferenza "entro a casa" e "entro in casa".

Se però dobbiamo adeguarci a una norma generale, mi pare proprio che quella ricordata da Marco1971:

Citazione:
Con gli odonimi, la norma attuale vuole in, che si tratti di stato in luogo o di moto a luogo.


sia da preferire, anche se incrocia un aspetto morfosintattico con una lessicale (ma visto che l'italiano è una lingua a forte lessicalizzazione, va benissimo così).


P.s. Ma davvero usate stàndaro? Fantastico (lo dico con sincero entusiasmo)!

Per curiosità: è un adattamento etimologico o fonologico? Anche perché ignoro l'origine della parola standard a essere sinceri Wink[/quote]
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Infarinato



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 564

MessaggioInviato: Lun, 05 Dic 2005; 12:48    Oggetto: Rispondi con citazione

Alberto74 ha scritto:
P.s. Ma davvero usate stàndaro? Fantastico (lo dico con sincero entusiasmo)!

Io (e Marco1971), si! Very Happy
Alberto74 ha scritto:
Per curiosità: è un adattamento etimologico o fonologico? Anche perché ignoro l'origine della parola standard a essere sinceri Wink

È un adattamento fonologico proposto dalla mente vulcanica di Arrigo Castellani (vedansi il piú volte citato filone sul «purismo strutturale» e gli stralci riportati qui) sul modello dello spagnolo estándar.

P.S. L’adattamento etimologico sarebbe… stendardo! Smile
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