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Autore Messaggio
ugocon



Iscritto: 18 Lug 2005
Messaggi: 233
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Mar, 22 Nov 2005; 9:55    Oggetto: Rispondi con citazione

Per Berto o Pento che sia...
Guardi qua... e goda! Laughing
Certo, sarebbe altrettanto poetico se ci fossero scritti: Caccavale, Cannavacciuolo, De Simone, Esposito, Conte, Maresca, Pisano, Russo, ecc... Wink

Forza Napoli! (...e la bimillenaria e più storia di questa meravigliosa area che tanto ha dato all'umanità) Smile

Ugo
P.S. : lei è il primo in alto a sinistra?

Liberatoria: il tono vuole essere simpaticamente ironico e l'intento è di giocare con le tipicità regionali dei nomi. In tale ottica il link è stato adoperato ed è in tema con l'aspetto linguistico.
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Una volta che abbiate conosciuto il volo, camminerete sulla Terra guardando al cielo, perché là siete stati e là desiderate tornare...
Leonardo da Vinci
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Incarcato



Iscritto: 18 Gen 2005
Messaggi: 461

MessaggioInviato: Mar, 22 Nov 2005; 13:21    Oggetto: Rispondi con citazione

Alberto Pento dixit:
Citazione:
tale abbinamento partecipa del mondo fonico-fonetico-fonemico della lingua italiana che i veneti talvolta usano quando proprio sono costretti (...);
non ci è connaturato o connaturale, facciamo fatica a pronunciarlo perché ci porta fuori da noi stessi, ci modifica e quindi lo adoperiamo malvolentieri, sentendolo come una forzatura una violenza alla nostra lingua-identità naturale e millenaria che ci piace sentirci addosso e in bocca e senza alcun malanimo verso gli altri.


Non cominciamo, come direbbero i siciliani, con le m*******e...
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Morgen habe denn das Rechte / Seine Freunde wohlgesinnet, / Wenn nur heute noch das Schlechte / Vollen Platz und Gunst gewinnet
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bubu7



Iscritto: 27 Gen 2005
Messaggi: 225

MessaggioInviato: Mar, 22 Nov 2005; 14:54    Oggetto: Rispondi con citazione

alberto pento ha scritto:
...non ci è connaturato o connaturale, facciamo fatica a pronunciarlo perché ci porta fuori da noi stessi, ci modifica e quindi lo adoperiamo malvolentieri, sentendolo come una forzatura una violenza alla nostra lingua-identità naturale e millenaria che ci piace sentirci addosso e in bocca e senza alcun malanimo verso gli altri.
Certamente la lingua veneta à (ha) radici: venetiche (venete?), celtiche (celte?), etruschiche (etrusche?), retiche (rete?), "indeuropee (indeuropeiche)", grechiche (greche?), latiniche (latine?), semitiche (semite?)- accadico-sumeriche (sumere?)...........


Gentile alberto pento, se lei continuerà con profitto nei suoi studi, scoprirà che tutte le lingue che ha nominato si sono trasformate profondamente nel corso dei secoli. In maniera più o meno violenta, accettando anche caratteristiche estranee ai loro sistemi linguistici. Non per questo hanno visto diminuire la loro dignità.
Avrà sicuramente scoperto che anche il dialetto parlato nel Veneto ha subito tantissime trasformazioni ed altre augurabilmente ne subirà se non vorrà trasformarsi in una lingua morta.
La vitalità di una lingua, direi meglio di una cultura, dipendono dall’amore di coloro che la praticano.
Lei fa bene a non voler perdere le sue radici ma se si rinchiude in un atteggiamento puristico, di conservazione e fossilizzazione dell’esistente, impedisce alla sua pianta di gettare nuovi germogli condannandola alla morte per mancanza di nuova linfa.
Continui a studiare e scoprirà che anche se il dialetto veneto dovesse sparire, non è detto che sparirà la sua storia, che ha fatto diventare lei quello che è, diverso da tutti gli altri.
L’ignoranza e la perdita della memoria storica sono i più grandi nemici delle culture.
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lettore



Iscritto: 14 Mar 2005
Messaggi: 293

MessaggioInviato: Ven, 25 Nov 2005; 19:05    Oggetto: Rispondi con citazione

Caro Bubu, mi scusi se rispondo solo ora a un suo intervento di due pagine fa che si riferiva all’ uso delle grafie d’un e d’una. Con tutta la buona volontà, io, cercando tra scritture formali attuali (diciamo del XXI secolo per delimitare nettamente il periodo), non riesco a trovare spesso tali grafie (mi verrebbe da dire: mai); sarò contento, però, di essere smentito con degli esempi che dimostrino il contrario.
Anche io, come l’utente Ugocon, ho l’impressione che le grafie suddette appartengano prevalentemente a un registro letterario e che attualmente si trovino più che altro in registri colloquiali regionali.
Ne ho avuto la verifica esaminando vari “italiani scritti” contemporanei (libri, manuali, giornali, manifesti, pubblicità, forum, chat, ecc), compreso quel che si trova nel sito ufficiale dell’ Accademia della Crusca e in quello dell’Università di Firenze: trovo sempre la scrittura di un e di una. Naturalmente: posso sbagliarmi e non aver cercato abbastanza ; la mia ricerca in proposito, infatti, non ha alcuna pretesa e nessun rigore scientifico : non è altro che pura (e divertita) curiosità.

Molte cordialità
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bubu7



Iscritto: 27 Gen 2005
Messaggi: 225

MessaggioInviato: Lun, 28 Nov 2005; 10:35    Oggetto: Rispondi con citazione

lettore ha scritto:
Con tutta la buona volontà, io, cercando tra scritture formali attuali (diciamo del XXI secolo per delimitare nettamente il periodo), non riesco a trovare spesso tali grafie (mi verrebbe da dire: mai); sarò contento, però, di essere smentito con degli esempi che dimostrino il contrario.
[...]
Ne ho avuto la verifica esaminando vari “italiani scritti” contemporanei (libri, manuali, giornali, manifesti, pubblicità, forum, chat, ecc), compreso quel che si trova nel sito ufficiale dell’ Accademia della Crusca e in quello dell’Università di Firenze...


Caro lettore, nel mio precedente intervento avevo riportato una citazione dalla grammatica del Serianni, che mi sembra mantenga ancora una certa validità.
Senza voler mettere sullo stesso piano le due cose, ma una ricerca con Google di d', la maggior parte dei quali provengono dall'elisione della particella di, mi dà per il sito dell'Accademia 14.000 occorrenze e per quello dell'Università di Firenze 30.400. Wink

Resta comunque valido quanto lei affermava, riportando D'Achille, sull'attuale regresso dell'elisione in italiano.
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Carlo



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 385

MessaggioInviato: Lun, 28 Nov 2005; 19:45    Oggetto: Un'occasione per ricordare Rispondi con citazione

giandemilan ha scritto:
... Quindi, d'ora in poi, "buongiorno, signor Cagliàri".
Cordiali saluti


Per farla breve, sarebbe bastato ricordare Gabriele Cagliàri, dirigente onesto e competente, morto suicida a luglio del '93, vittima del giustizialismo del partito di Borrelli & C.
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Ringrazio chi vorrà segnalarmi errori.
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ugocon



Iscritto: 18 Lug 2005
Messaggi: 233
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Mar, 29 Nov 2005; 9:08    Oggetto: Re: Un'occasione per ricordare Rispondi con citazione

Carlo ha scritto:
...vittima del giustizialismo del partito di Borrelli & C.

Mi sembra un giudizio fuori luogo e fuori argomento.
Proviamo ad essere democratici: sono ammessi solo giudizi contro la prima repubblica e i nostalgici della stessa.
Laughing
Evitiamo, per favore.
Grazie e ciao
Ugo
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Carlo



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 385

MessaggioInviato: Mar, 29 Nov 2005; 17:16    Oggetto: Rispondi con citazione

ugocon ha scritto:

Mi sembra un giudizio fuori luogo e fuori argomento.
Ugo


È vero. Non ho saputo trovare altro modo per dire che Cagliàri è un cognome esistente e noto, che richiama un mestiere.
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Ringrazio chi vorrà segnalarmi errori.
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giandemilan



Iscritto: 19 Feb 2005
Messaggi: 91
Località di residenza: Milano

MessaggioInviato: Mar, 29 Nov 2005; 20:56    Oggetto: Rispondi con citazione

Carlo ha scritto:
Per farla breve, sarebbe bastato ricordare Gabriele Cagliàri

Come vede, caro Carlo, ho depurato la citazione di ogni contenuto non strettamente linguistico...
Il fatto è che quando si parlava di lui l'ho sempre sentito chiamare Càgliari, né mai mi sono posto il problema dell'erroneità dell'accento sdrucciolo, che invece ho compreso frequentando il forum.
Un problemino assai secondario, d'accordo, ma pur sempre interessante.
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giandemilan
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Marco1971



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 1461

MessaggioInviato: Mar, 29 Nov 2005; 21:02    Oggetto: Rispondi con citazione

Scusate l’intrusione fuori tema, ma cos’è questa mania di mettere in grassetto i nomi degli utenti? Rolling Eyes Very Happy
_________________
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Federico



Iscritto: 07 Ott 2005
Messaggi: 224
Località di residenza: Milano

MessaggioInviato: Mar, 29 Nov 2005; 21:44    Oggetto: Rispondi con citazione

Marco1971 ha scritto:
Scusate l’intrusione fuori tema, ma cos’è questa mania di mettere in grassetto i nomi degli utenti? Rolling Eyes Very Happy
Immagino che sia per evitare che il diretto interessato di un paragrafo del messaggio se lo perda (non tutti hanno il tempo di leggere tutto)... Question
_________________
“Le lingue, dove c’è nazione, sono patrimonio pubblico amministrato dagli eloquenti; e dove non è, si rimangono patrimonio di letterati; e gli autori di libri scrivono solo per autori di libri”
Foscolo
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Marco1971



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 1461

MessaggioInviato: Mar, 29 Nov 2005; 22:12    Oggetto: Rispondi con citazione

Mah, francamente, mi sembra una superfetazione: chi è interessato alla sostanza del discorso si legge gl’interventi e non credo sia necessario evidenziare col grassetto chi ha detto cosa; il grassetto torna piú utile per sottolineare le parole o i costrutti di cui si parla, o anche un argomento, ecc. Ma naturalmente ognuno fa come gli pare.
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Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.


Ultima modifica effettuata da Marco1971 il Mer, 30 Nov 2005; 11:47, modificato 1 volta in totale
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ugocon



Iscritto: 18 Lug 2005
Messaggi: 233
Località di residenza: Roma

MessaggioInviato: Mar, 29 Nov 2005; 23:11    Oggetto: Rispondi con citazione

Marco1971 ha scritto:
Mah, francamente, mi sembra una superfetazione: chi è interessato alla sostanza del discorso si legge gl’interventi e non credo sia necessario evidenziare col grassetto chi ha detto cosa; il grassetto torna piú utile per sottolineare le parole o i costrutti di cui si parla, o anche un’argomento, ecc. Ma naturalmente ognuno fa come gli pare.

d'un, d'una, gl'è, ch'io, gl'ingegneri, c'hanno....
non so neanche se sono tutte formalmente corrette... ma che superAFFETTAzione! Laughing
Caro Marco...
Mr. Green
Ugo

Liberatoria: trattasi di tono scherzoso e spensierato. L'uso del carattere più piccolo per il nome proprio non vuole essere mancanza di rispetto ma solo una contrapposizione all'osservazione sul grassetto
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Leonardo da Vinci
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Marco1971



Iscritto: 17 Gen 2005
Messaggi: 1461

MessaggioInviato: Mar, 29 Nov 2005; 23:21    Oggetto: Rispondi con citazione

ugocon ha scritto:

d'un, d'una, gl'è, ch'io, gl'ingegneri, c'hanno....
non so neanche se sono tutte formalmente corrette... ma che superAFFETTAzione! Laughing
Caro Marco...
Mr. Green
Ugo

Beh, glielo dico io per non lasciarla nel dubbio Mr. Green : gl’è e c’hanno sono errati (a meno che lei intenda che hanno [e non ci hanno], nel qual caso è una grafia letteraria correttissima), perché si leggono /glE/ e /'kanno/. Ma forse bubu7, che è in sintonia con la lingua, le dirà che le mie sono fanfaluche. Wink

Affettazione... Rolling Eyes Si legga Luciano Canepàri! E capirà che l’affettazione sta piuttosto nello scrivere una analisi, ecc.

Felice d’averle insegnato una parola! Laughing
_________________
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Bue



Iscritto: 24 Gen 2005
Messaggi: 523
Località di residenza: Pisa

MessaggioInviato: Mer, 30 Nov 2005; 11:45    Oggetto: Rispondi con citazione

Marco1971 ha scritto:

Affettazione... Rolling Eyes Si legga Luciano Canepàri! E capirà che l’affettazione sta piuttosto nello scrivere una analisi, ecc.


Interessante: al contrario di un'anguria, una anguria è sempre affettata! Laughing Twisted Evil
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