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«(a) cui + verbo + preposizione»
Creato il: 08/03/2004 alle 10.36.22 |
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Messaggio
«(a) cui + verbo + preposizione»
Caro red, il suo quesito mi interessa molto e, poiché, anche qui, «i sacri testi maestosamente tacciono» (almeno in parte), do un contributo non ricavabile da essi, sperando di avere l’opinione di altri.
Se «la terra (a) cui passi sopra» è agrammaticale, «il mistero (a) cui giri intorno» appare accettabile, seppur marginale, e «i pericoli (a) cui vai incontro» è del tutto corretto. Eppure, da un punto di vista grammaticale, le frasi non relativizzate seguono la stessa sintassi:
1. Passi sopra (al)la terra;
2. Giri intorno al mistero;
3. Vai incontro ai pericoli.
Qui entra in gioco la semantica: nel primo esempio abbiamo che fare con un verbo e una preposizione, ciascuno dei quali ha significato autonomo; nel secondo caso, ‘girare intorno a’ acquista senso meno ‘fisico’; e nel terzo, ‘andare incontro a’ ha un vero e proprio significato distinto dalla somma delle parole che lo compongono e vale ‘ti esponi a’, ‘rischi di incorrere in’: la preposizione serve quindi in questo caso a definire un significato particolare del verbo.
Usando il senso metaforico di ‘passar sopra’ (‘lasciar correre, perdonare, dimenticare’), si può dire: «Son passato sopra il tuo errore», relativizzabile, secondo me, in «Il tuo errore, (a) cui son passato sopra…», proprio perché qui, ‘passare’ e ‘sopra’ formano un “phrasal verb” in qualche modo, nel senso che le due parole fanno corpo insieme dando luogo a un significato metaforico.
In conclusione – ma preciso: solo con preposizioni improprie che richiedono o ammettono ‘a’ –, il costrutto «cui + verbo + preposizione» mi sembra accettabile solo se verbo e preposizione costituiscono un’espressione idiomatica.
Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 08/03/2004 alle 10.36.22
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