Accademia Accademia della Crusca
Cerca nel sito 
La lingua in rete > Forum
L'Accademia
Storia
Attività
Notiziario
Pubblicazioni
Biblioteca virtuale
La lingua in rete
Crusca in gioco

[ Forum ]

Precisazione delle precisazioni

Creato il: 17/02/2004 alle 13.05.26

Messaggio

Precisazione delle precisazioni
Non ho detto che l’uso del futuro in dipendenza da un verbo citante al passato sia sempre impossibile; ho infatti scritto “in generale” e ho fornito un esempio col futuro dipendente dall’imperfetto.
Riguardo ai casi in cui si debba/possa usare il futuro e il condizionale composto, la ‘Grande grammatica italiana di consultazione’ spiega che un fattore decisivo è quello della ‘controfattualità’, modalità con la quale il futuro deittico è incompatibile:

«(59) a. Prima mi ha promesso che sarebbe venuta / veniva / *verrà a prendermi domani, poi però si è ricordata che aveva un impegno.
b. Ma come! Carlo è già qui da una settimana. Ma se mi avevano detto che sarebbe arrivato / arrivava / *arriverà tra tre giorni!
Se la frase non è controfattuale, si può usare invece solo il futuro, mentre è escluso il condizionale composto o l’imperfetto:
(60) Ma come! Perché non vuoi aspettare Carlo? Mi hanno assicurato che arriverà / *sarebbe arrivato / *arrivava fra tre giorni.
Questa complementarità tra futuro deittico e condizionale composto o imperfetto di posteriorità spiega anche la impossibilità di usare il futuro con verbi al passato che reggono completive al congiuntivo, rispetto alla possibilità di usarlo se il verbo è al presente:
(61) a. *Pensavo che arriverà domani.
b. *Ho temuto che mi restituirà i soldi tra un anno.
(62) a. Penso che arriverà domani. b. Temo che mi restituirà i soldi tra un anno.» (Vol. II, XII.3.3.3.)

Tornando alla frase di partenza, “Luca ha detto che arriverà stasera” e “Luca ha detto che sarebbe arrivato stasera” sono frasi, a mio parere, egualmente corrette – perché la ‘controfattualità’ dipende dalla conoscenza dei fatti avvenuti e dal grado di certezza di quelli da venire –, ma con prospettive diverse: il futuro definisce la posteriorità dell’arrivo di Luca rispetto al momento dell’enunciazione, mentre il condizionale esprime la posteriorità dell’evento rispetto al tempo della reggente «senza fare allusione alla sua posizione rispetto al ME» (XII.3.3.2.) e, aggiungo io, – nel caso della frase in esame – con una sfumatura di incertezza.


Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 17/02/2004 alle 13.05.26


Gli altri messaggi

Condizionale passato - anonimo - (13/02/2004 23.09.57)
R: Questione di sfumatura. - Misterius - (14/02/2004 16.32.12)
R:R: Precisazioni - Marco1971 - (15/02/2004 12.58.41)
R:R:R: Precisazioni - nicola - (16/02/2004 13.59.07)
R:R:R:R: Precisazione delle precisazioni - Marco1971 - (17/02/2004 13.05.26)
R:R:R:R:R: Precisazione delle precisazioni - nicola - (17/02/2004 18.58.59)
R:R:R:R:R:R: E ha fatto bene... - Marco1971 - (18/02/2004 11.33.03)
R:R: Questione di sfumatura. - anonimo - (15/02/2004 14.29.31)
R:R:R: Lo direi alle 19.15 - Vittorio - (18/02/2004 11.50.36)




Forum
 
Copyright 2002 - Accademia della Crusca - Tutti i diritti riservati - Powered by Dada