Accademia Accademia della Crusca
Cerca nel sito 
La lingua in rete > Forum
L'Accademia
Storia
Attività
Notiziario
Pubblicazioni
Biblioteca virtuale
La lingua in rete
Crusca in gioco

[ Forum ]

parole e locuzioni inglesi

Creato il: 10/02/2004 alle 21.06.08

Messaggio

parole e locuzioni inglesi
La questione è ricorrente: ricordo che il calcolo delle percentuali può dare risultati clamorosamente diversi a seconda di come è impostato, e spesso fa capolino una certa tendenza a "produrre" quei numeri che ci sembrano piú congeniali, senza preoccuparci troppo di ricordarne il metodo di calcolo (l'osservazione vale per questo Forum, non è ovviamente riferita al De Mauro).
Invocare, in questa specifica questione, un testo pubblicato undici anni fa mi sembra però quasi come impostare un viaggio in ferrovia con un orario scaduto.

Piú interessante mi sembrerebbe comprendere il perché, ad esempio, di quel 'nickname' che anche a me riesce, come a Manlio, fastidioso: al punto d'averne sempre ridotto l'uso, come anche molt'altri hanno fatto, a ripetere l'identità personale.
Una volta, un quasi-anonimo, che s'è sempre presentato con sussiegosa autorevolezza ma non dichiarata autorità, m'obiettò liricamente che la scelta fatta dall'Accademia potrebbe «nascondere una volontà di più ampia comunicazione»; l'ipotesi mi mise, e mi mette ancor oggi, ben piú a disagio che non il forestierismo in sé: perché mai una siffatta volontà dovrebbe "nascondersi"? perché richiederebbe uno slittamento gergale per venire realizzata?

Nell'attività "tecnica", in cui l'uso d'anglismi è, per comune esperienza e consenso, molto piú diffuso che in altri settori, ne attribuirei l'elevata frequenza a tre gruppi di diverse cause concomitanti.
1. L'accettazione degli "adattamenti semantici" e dei neologismi è molto piú rapida nei paesi anglosassoni che non in Italia, dove l'«occiduo rigorismo» sembra anzi appuntarsi molto piú contro l'evoluzione che non contro l' "imbarbarimento"; ben vengano, da questo punto di vista, casi di "riappropriazione" come quello citato da un occasionale partecipante al Forum: l'uso gergale, in un laboratorio di fisica, di "targhetta" per rendere l'anglosassone 'target', bersaglio (come osservai allora, 'target' deriva dal catalano medievale 'targa' = 'scudo', a sua volta passato al significato italiano grazie al comune uso d'esporre un' "impresa" su di esso
–potrebbe, anzi, proprio "impresa" sostituire quel goffo 'nickname'. I diversi sviluppi della parola 'targa' mi ricordano che i bellicosi Anglosassoni non ebbero mai difficoltà a considerare bersagli gli strumenti disposti da altri per propria difesa, laddove noi spesso siamo stati portati ad attribuire ad essi un significato puramente dimostrativo...).
2. La cultura anglosassone ha una posizione trainante nell'innovazione tecnologica ed è ormai stabilito l'uso dell'inglese (non importa se e quanto 'broken', "sgrammaticato": anche a questo gl'Inglesi, direi –per ovvie ragioni– persino piú degli Americani, si sono adattati con una rapidità e in una misura inimmaginabili cinquant'anni fa) come principale lingua di comunicazione internazionale, sia negli scambi d'informazioni, sia nelle trattative commerciali.
3. L'uso capzioso di locuzioni anglosassoni, delle quali si suppone che l'interlocutore non conosca il significato esatto e non osi chiederlo per timore di sembrare ignorante o poco aggiornato, offre talvolta la possibilità di nascondere la propria ignoranza sur un argomento o la propria inadeguatezza ad affrontare un problema (una versione moderna, direi, del «latinorum» di Don Abbondio: nuovo è semmai che, molto spesso, chi usa un forestierismo ignora anch'egli il significato esatto delle proprie parole).

Come ho piú volte scritto, l'abuso –quando se ne può parlare– di locuzioni anglosassoni si può spesso ricondurre a qualcuna delle «cinque abominevoli cagioni» di dantesca memoria: l'intero argomento non mi sembra quindi tanto una forma di decadenza linguistica, quanto di dipendenza politica e di destrutturazione sociale: di queste la lingua è, al solito, specchio fedele.


Autore : Vittorio - Email : Vittorio.Mascherpa@rcm.inet.it
Inviato il : 10/02/2004 alle 21.06.08


Gli altri messaggi

parole e locuzioni inglesi - manlio - (05/02/2004 15.37.32)
R: parole e locuzioni inglesi - acàdemo - (05/02/2004 23.21.22)
R: parole e locuzioni inglesi - scout - (05/02/2004 23.26.59)
R:R: parole e locuzioni inglesi - artigiano - (06/02/2004 19.11.32)
R:R:R: parole e locuzioni inglesi - scout - (07/02/2004 22.33.17)
R:R: parole e locuzioni inglesi - Vittorio - (10/02/2004 21.06.08)
R:R:R: parole e locuzioni inglesi - grufolante - (11/02/2004 10.46.31)
R:R:R:R: Degrado morale - Vittorio M - (12/02/2004 22.22.01)
R:R:R:R:R: Degrado morale - grufolante - (13/02/2004 12.56.53)
R: parole e locuzioni inglesi - marcri - (05/02/2004 23.40.43)
R:R: parole e locuzioni inglesi - Ra - (06/02/2004 13.24.00)
R:R:R: 'lui' soggetto - Vittorio - (10/02/2004 21.33.00)
R:R:R:R: 'lui' soggetto - Ra - (11/02/2004 11.02.19)
R:R:R:R:R: 'lui' soggetto - Vittorio - (12/02/2004 22.31.57)
R:R:R:R:R:R: 'lui' soggetto - Ra - (20/02/2004 12.52.02)
R:R:R:R:R:R:R: 'lui' soggetto - manlio - (03/03/2004 23.07.55)
R:R:R:R:R:R:R:R: 'lui' soggetto - M - (07/03/2004 18.58.29)
R:R:R:R:R:R:R:R:R: 'lui' soggetto - manlio - (08/03/2004 22.51.54)
R:R:R:R:R:R:R:R:R:R: 'lui' soggetto - M - (11/03/2004 11.26.37)
R:R:R:R:R:R:R:R:R:R:R: 'lui' soggetto - manlio - (12/03/2004 11.11.01)
R:R:R:R: 'lui' soggetto - manlio - (07/03/2004 20.50.21)




Forum
 
Copyright 2002 - Accademia della Crusca - Tutti i diritti riservati - Powered by Dada