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Due segni, due suoni

Creato il: 08/02/2004 alle 21.07.51

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Due segni, due suoni
Metta pure lo spazio prima del punto interrogativo se le garba (ma temo che nessun tipografo coscienzioso darebbe alle stampe un testo così composto), però non dica che gli stampatori hanno da tempo optato per il solo accento grave sulle parole tronche: non è vero nulla. Anzi, è vero il contrario: non è da molto che i tipografi hanno adottato la distinzione degli accenti fonici:
«Quando, nel lontano 1925, come responsabile della cura tecnica dei volumi, mi ardii di introdurre in tutte le edizioni Mondadori l’accentazione fonica, seminando di acuti e di gravi opere di illustri autori, si scatenò un putiferio; non già tra gli autori stessi, che furono anzi lietissimi dell’innovazione, ma fra i tipografi compositori che videro sconvolta una loro lunga indisturbata tradizione, ch’era quella di accentare sempre, in ogni caso, col segno grave. Ma avendo l’editore stesso accettato la mia proposta, i tipografi, proto alla testa, dovettero piegarsi al nuovo sistema. Non dico questo per stupida vanità, si capisce, ché io non feci che seguire l’esempio degli editori Zanichelli e Laterza dai quali rispettivamente il Carducci e il Croce avevano da tempo ottenuto l’accentazione fonica delle vocali ‘e’ ed ‘o’ nelle loro opere; lo dico solo per dimostrare una volta di più che ogni novità, quando è fondata sull’utilità e sul buon senso, ed è applicata coraggiosamente e tenacemente sostenuta, finisce sempre col trionfare. Al punto che oggi non c’è editore, e neppur rivista e perfino quotidiano – quelli almeno che hanno alle spalle direttori e redattori di buona cultura e aggiungerei di buon gusto – che non abbiano adottato l’uso dell’acuto e del grave, secondo la corretta pronunzia.» (Aldo Gabrielli, “Si dice o non si dice”, Milano, Mondadori, 1990, pp. 30-31.) Ricordo inoltre che esiste in proposito anche una norma UNI.
Mi dispiace di dover dissentire da lei: la distinzione tra acuto e grave non confonde proprio nulla; al contrario, aiuta chi è desideroso di imparare a pronunciare correttamente: ‘caffè’, con la ‘e’ aperta, ma ‘perché’ con la ‘e’ chiusa. Annullare l’ancor giovane distinzione sarebbe fare un passo indietro, passo che, naturalmente, ognuno è libero di fare a propria discrezione.


Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 08/02/2004 alle 21.07.51


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