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«T’ha’ ragione te!»
Creato il: 16/01/2004 alle 13.37.01 |
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Messaggio
«T’ha’ ragione te!»
(Infarinato... e diamoci del tu anche hì!)
Quando, alcuni anni orsono, lessi quell’articolo di Ornella Castellani Pollidori, ricordo che non mancò di sconcertarmi: anch’io interpretavo e tuttora avverto “Ci si lavano le mani” come “Si lavano le mani lì”; ma, trattandosi dell’Accademia della Crusca, mi peritai di revocare in dubbio la correttezza della forma concordata. Ora, alla luce delle tue considerazioni – che condivido totalmente – e a quelle di Giampaolo Salvi nella Grande grammatica italiana di consultazione (vol. I, I.6.3.3., p. 106), che le corrobora e che qui sotto trascrivo, il dubbio per me non esiste più: “Ci si lavano le mani prima di mangiare” nel senso di “Uno si lava le mani…” è addirittura agrammaticale/inaccettabile (ciò che indica, per chi non lo sapesse, l’asterisco preposto a una frase):
«I pronomi riflessivi e reciproci sono possibili solo con il ‘si’ impersonale e non con il ‘si’ passivo (che è una costruzione inaccusativa; cfr. 3.1.). La sequenza ‘si rifl. si imp.’ diventa ci si:
(615) a. Ci si compra molte cose inutili.
(615) b. *Ci si comprano molte cose inutili.»
Ritratto quindi quanto ho detto nel precedente intervento: a parte che non ho mai avuto occasione di scrivere una frase con questo costrutto, se dovessi farlo, non userei mai la forma concordata.
Una curiosità: nella LIZ4.0, facendo la ricerca “ci si”, tra le migliaia di occorrenze, ho trovato un solo esempio della costruzione in esame (mentre negli altri casi, il ‘ci’ vale o ‘lì’ o ‘a noi’, del tipo “Ci si legge che…” e “Ci si para innanzi…”), ed è di Camillo Boito (1836-1914): «Di tratto in tratto per altro si sospirava, si taceva un pezzetto e ci si stringeva le mani.».
Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 16/01/2004 alle 13.37.01
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