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Creato il: 09/01/2004 alle 21.00.33 |
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Forse non mi sono espressa bene e desidero spiegare il mio pensiero.
‘Scandire’ significa:
«--- DISC 2002 Dizionario Italiano Sabatini Coletti ---
scandire [scan-dì-re] verbo transitivo (1 argom.) (scandisco, scandisci ecc.)
1. Esaminare e leggere metricamente versi classici a metrica quantitativa: s. gli esametri di Omero, le odi di Orazio • scandire il tempo, in musica, evidenziarne, marcarne il ritmo
2. estens. Pronunciare in modo chiaro e distinto le parole, staccando le sillabe: quando parli cerca di s. le parole; i tifosi scandiscono i nomi dei giocatori
3. inform. Analizzare e decomporre in punti un’immagine
• dal lat. scăndere “salire” e nel l. grammaticale “misurare i versi”, con cambio di coniug. Cfr. scansione • sec. XIV».
Penso che in questa definizione rientri anche la sua descrizione. Il verbo, nel suo significato originale dal latino, esprime un’azione. Non dice chi/cosa la compie. Se la compie uno ‘scanner’ su un documento, il termine non può che rimanere lo stesso.
‘Scansione’ significa:
«--- DISC 2002 Dizionario Italiano Sabatini Coletti ---
scansione [scan-sió-ne] sostantivo f.
1. In metrica, analisi e lettura dei versi: s. dei versi di Manzoni; compitazione, sillabazione di parole, lettura che evidenzia la loro forma fonica e metrica
2. estens. Alternanza di suoni, di immagini, di colori
3. inform. Analisi ottica di un testo o di un’immagine mediante scanner e sua trasformazione in un formato digitale • digitalizzazione • microscopio a scansione, in fisica, apparecchio elettronico che rende l’immagine tridimensionale ingrandita della superficie osservata
• dal lat. scansiōnem, deriv. di scăndere (supino scănsum) “salire” e nel l. grammaticale “scandire” • sec. XVI».
Mi sembra sia inequivocabile il legame tra i due termini e logico l’uso di scandire.
Questo è ciò che intendevo con l’inciso del mio precedente intervento “in lingua italiana”: “con una storia linguistica”.
Nelle “Risposte ai quesiti” (sul tema ‘scannare, scannerizzare, scansionare’) viene citato un articolo di Giovanni Nencioni, apparso sul numero 9 della Crusca per Voi, che attribuisce ai tecnici la formazione di neologismi di questo tipo. Semplicemente avranno italianizzato, aggiungendo la desinenza dell’infinito, l’inglese ‘to scan’; con una certa fantasia che varia da tecnico a tecnico sono nati gli obbrobri ‘scannare, scannerare, scannerizzare’, mentre per scansionare forse ci si è rifatti a ‘fare una scansione’. Questa teoria è supportata anche da quanto si legge nelle “Domande ricorrenti”, attualmente a pagina 2 (Coniugazione delle nuove formazioni verbali): «Riportiamo quello che ha scritto, a tale proposito, Luca Serianni nell'ultimo numero della Crusca per Voi, n, 26, aprile 2003, p. 13): Delle quattro classi verbali latine (amàre, vidère, lègere, audìre) l'unica oggi produttiva - cioè suscettibile di arricchirsi di neologismi - è la prima: basti pensare ai verbi della terminologia informatica e tecnologica, da shiftare a becappare (…)».
Questo non significa che siano da evitare; sono registrati dai vocabolari e ciascuno, secondo il proprio orecchio, ne farà l’uso che preferisce.
Sulla scia del quesito posto da Marco1971, e se questa è la genesi di tali verbi, io domando: avendone uno già perfettamente corrispondente in italiano all’azione, perché coniarne altri ricalcandoli sull’inglese? Possibile, ma non inutile?
Per quanto riguarda ‘ammonire’: deriva sì, dal latino ‘monēre’, ma credo che non abbia mai avuto alcun significato tecnico; a differenza di ‘scandire’, qui si è creata una lacuna linguistica colmata proprio dal “pur brutto monitorare”.
Autore : marcri - Email : giuclapa@hotmail.com
Inviato il : 09/01/2004 alle 21.00.33
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