Accademia Accademia della Crusca
Cerca nel sito 
La lingua in rete > Forum
L'Accademia
Storia
Attività
Notiziario
Pubblicazioni
Biblioteca virtuale
La lingua in rete
Crusca in gioco

[ Forum ]

Pensiamo grazie alle parole ?

Creato il: 18/12/2003 alle 13.27.39

Messaggio

Pensiamo grazie alle parole ?
Solo qualche pensiero, sperando che l’interessante spunto di riflessione da lei offerto ci possa allontanare per un po’ da certe afflizioni, e che sia questo l’inizio d’una nutrita e proficua discussione.

Non conosco le opere del ‘linguista-antropologo’ Edward Sapir, ma mi sento di condividere la citazione da lei riportata.

Mi sembra che il pensiero – in termini linguistici, non, ovviamente, biologici – non possa aver luogo senza un ‘codice’ di riferimento: se noi cerchiamo di riflettere su qualcosa, immancabilmente si crea un
logos interno nella lingua in cui pensiamo. Anche in epoche remotissime, come quella della preistoria, credo che gli individui pensassero usando una loro lingua, per quanto rudimentale. Certamente esiste una forma di pensiero (in parte?) indipendente dal linguaggio, come quella degli infanti (in senso etimologico): essi pensano, con ogni probabilità, per associazioni iconiche/situazionali, ma sono pensieri semplici. Dal momento che il pensare diventa un ragionamento complesso e astratto – cui oggetti e situazioni non offrono diretto appiglio –, mi appare difficile l’esistenza di un discorso interiore senza linguaggio.

Se io penso a un oggetto, come per esempio un albero o un bicchiere, l’iconicità dello stesso potrebbe anche rendere inutile il linguaggio nel processo di pensarli – e non occorre una lingua di riferimento per distinguere l’un oggetto dall’altro, mentre è necessaria per esprimerli. Ma questi non sono concetti, bensì entità fisiche che il mio cervello mi permette di vedere e da cui possono nascere associazioni o ricordi. Per le astrazioni, i sentimenti, ecc., che non hanno ‘supporto concreto/visivo’, come faccio senza linguaggio/codice? Come potrei pensare ‘ti amo/je t’aime/I love you/ich liebe dich’ o “Posso dubitare della realtà di tutto, ma non della realtà del mio dubbio”, senza lingua, se non provando solo un sentimento? Provare, essere consci di quel che si prova e pensare sono per me cose ben distinte. E mi domando se non sia proprio il linguaggio a darci consapevolezza di quel che proviamo o se la coscienza dipenda da altro. A me accade spesso di intuire delle cose che non riesco a esprimere, e per potermele chiarire mi occorre a volte anche ragionare ad alta voce.

Io credo che il pensiero e la lingua siano strettamente connessi, poiché il primo può esprimersi/comunicarsi solo attraverso la seconda. La lingua è, per me, lo strumento del pensiero. Mi rendo conto però che occorrerebbe definire esattamente ciò che si intende con ‘pensiero’.


Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 18/12/2003 alle 13.27.39


Gli altri messaggi

Pensiamo grazie alle parole ? - scout - (12/12/2003 23.27.41)
R: Pensiamo grazie alle parole ? - manlio - (18/12/2003 12.42.35)
R: Pensiamo grazie alle parole ? - Marco1971 - (18/12/2003 13.27.39)
R: Pensiamo grazie alle parole ? - yaki - (19/12/2003 23.45.51)
R: Pensiamo grazie alle parole ? - Vittorio - (20/12/2003 00.04.13)
R:R: a Vittorio. - studioso - (21/12/2003 11.07.41)
R:R:R: Premesse - Vittorio - (22/12/2003 12.52.12)
R: Pensiamo grazie alle parole ? - enrico - (20/12/2003 00.22.01)
R:R: Uomo e topo. - studioso - (21/12/2003 00.55.01)
R: Pensiamo grazie alle parole ? - acàdemo - (21/12/2003 00.48.50)
R:R: Pensiamo grazie alle parole ? - manlio - (27/12/2003 17.53.45)
R: Sapir - studioso - (21/12/2003 11.14.05)
R: Pensiamo grazie alle parole ? - scout - (21/12/2003 11.29.02)
R: Pensiamo grazie alle parole ? - marcri - (22/12/2003 10.18.16)




Forum
 
Copyright 2002 - Accademia della Crusca - Tutti i diritti riservati - Powered by Dada