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Euri e gazebi
Creato il: 11/12/2003 alle 21.14.13 |
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Messaggio
Euri e gazebi
Posso intromettermi in questo vivace (a tratti, divertentissimo) batti e ribatti tra due interlocutori che stimo, ma che qui, pur rimanendo –a differenza di altri- ben all’interno dei confini del galateo, hanno forse un po’ trasceso?
Innanzi tutto, a titolo di pura curiosità, vi dirò, se v’interessa, del mio personale, schizofrenico atteggiamento riguardo al plurale di «euro»: quando parlo in «toscano sostenuto» (= «italiano»), non lo fletto; quando, invece, parlo in «toscano rilassato» (che, nel mio caso, è una variante piuttosto edulcorata di pisano), sí: ché –Marco1971 mi potrà correggere- il «toscano rilassato» non ammette davvero forestierismi non adattati o, comunque, alcunché d’alieno alla «morfologia tradizionale», per cui, soprattutto, tra le persone anziane, si sentono anche cose come «un film» (o «un filme» con paragoge o epitesi) e «due filmi».
Quanto alla «legge gazebi», secondo me l’argomento piú forte contro la sua applicabilità (in questo caso) -e a favore del plurale invariato di «euro» (in italiano)- è quello implicito nell’intervento del Sabatini riportato da Marco1971 qui sotto e cui, non so quanto consapevolmente (non me ne voglia), sembra alludere anche Vittorio, ma che, in ogni caso, non mi pare sia stato sufficientemente esplicitato. Si tratta della «‹legge› audio/video».
Quanto dice a riguardo il Sabatini è verissimo (§3): solo che, nel già citato intervento, egli non spiega quella che, secondo me, è la ragione per la quale «audio» e «video», entrate in italiano nel 1953 direttamente dall’inglese, sono rimaste invariate al plurale -e ha ragione enrico a non trovare l’argomentazione pienamente convincente. Il fatto è che –e sarebbe interessante sapere se nel libro di Yorick Gomez Gane una tale obiezione sia stata presa in considerazione- queste parole, pur non essendo (come «euro», che non deriva da «*euromoneta» o sim.: cfr. §1) dei veri «prefissoidi», possono benissimo esser (state) sentite come tali, visto che nel ’53 come nel ’95 esistevano già, in italiano, vocaboli composti che avevano «audio» («video») e «euro» come primo elemento.
A mio avviso è proprio questa loro natura intimamente «prefissoidale» a favorire il diffondersi di un plurale invariabile, né vale tirare in ballo il nome letterario dello scirocco o l’accostamento con primi elementi quali «anglo», «franco», «italo», etc., che nascono come parole autonome (e, almeno in un caso, come moneta) -con plurale flesso- molto prima che come prefissi.
Concludo dicendo, come già Marco1971, che, ovviamente, potrà essere solo l’uso a risolvere la questione una volta per tutte, e nel frattempo potremo parlare –anche ufficialmente- d’«euri» per riferirci alle singole monete. Con rinnovata stima per entrambi.
Autore : Infarinato - Email : p.matteucci@soton.ac.uk
Inviato il : 11/12/2003 alle 21.14.13
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