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«Pur mai non sentesi...»
Creato il: 23/11/2003 alle 17.44.28 |
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«Pur mai non sentesi...»
Confesso che mi dispiacerebbe assai se quel ‘muta’, nelle intenzioni di Piave, fosse aggettivo. E, con o senza la famosa virgola, prediligo il verbo, che è consono a tutto il resto. La volubilità mi sembra il pensiero dominante, e, perché no?, attuale; non voglio però suffragare ‘l’adorabile sciocchina’: penso che con il giusto vaglio dell’intelligenza ci si possa permettere ancora di esser volubile, seguendo ad ogni modo il proprio istinto, innato e connaturale.
Il testo suggerisce però un altro spunto di riflessione, meno linguistico, tuttavia espresso molto lucidamente: “È sempre misero Chi a lei s'affida, Chi le confida Mal cauto il core! Pur mai non sentesi felice appieno Chi su quel seno, Non liba amore!” Ebbene, mi si conceda di cogliere anche la contraddizione nell’uomo. Quel ‘pur’ la dice tutta! Un certo numero di quesiti più sotto c’è il Suo ‘Heri dicebamus’, cui ho dato risposta, e che mi sembra avere un retrogusto sottilmente affine a questo. Io sono fermamente convinta che si tratti di una delicato quanto elettrizzante equilibrio tra fragilità e forza, tenerezza e rudezza, menzogna e verità, o verità e menzogna, che tra due esseri umani meravigliosamente si perpetua.
Autore : marcri - Email : giuclapa@libero.it
Inviato il : 23/11/2003 alle 17.44.28
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