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Heri dicebamus

Creato il: 22/11/2003 alle 14.30.11

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Heri dicebamus
Colgo un ‘fil rouge’ che unisce i Suoi spunti. Tra le varie situazioni descritte si insinua subdolamente la cosiddetta sensibilità femminile. ‘La donna è mobile…’, recita il duca di Mantova, con quel che segue; il condividerlo significa accettare che ognuna di quelle situazioni costituisca il vero e il contrario del vero, a seconda della signora/signorina in questione e dell’umor suo in quel momento. Donna Elvira era poco disposta – non poco incline - a lasciarsi corteggiare, ché irata cercava il fedifrago! La di lui indefessa vocazione ha fatto il resto. Suo padre ben sapeva che le donne, una volta superata una certa età, sono oltremodo sensibili a un certo tipo di gentilezza; ma si tratta di sensibilità ‘variabile’, al mutar delle aspettative; ‘signorina’ può suonare ‘zitella’ e ‘signora’ somigliare a ‘attempata’. Ma l’una può anche essere percepito come ‘giovanile’ e l’altra come ‘charmante’. Come districarsi? La domestica…il fatto si spiega solo ripensandolo nella giusta epoca: 50 anni fa, quando ancora certe cose erano nel DNA. La ‘signorina’, così definita per stato civile e per acquisizione di autorità nel proprio ambiente, di sicuro pubblicamente s’inorgogliva, ma quanto ne era stizzita in animo suo? Per le cantanti d’opera (non tutte, invero), dovuto era, è e sarà sempre qualsiasi attributo volto a celebrarne la ‘monumentalità’; tuttavia qui stiamo parlando della versione pubblica; è molto probabile che in privato siano state e siano ‘signora’ o ‘signorina’ con tutte le sfumature di percezione di cui sto parlando. La collega fresca di marito si aspetta e pretende il ‘signora’, ma fa parte dell’evanescenza iniziale…prima di ritrovarsi collocata, col tempo, sulla sempiterna altalena delle sensazioni contingenti, momentanee e passeggere. Tra donne, se non si è ipocrite, ci si intende in fretta. Ergo, la questione è lasciata in mano all’uomo, che saprà, se vorrà e in maniera direttamente proporzionale alla propria sensibilità e al proprio ‘savoir faire’, cogliere le aspettative del momento della signora o signorina in questione. Non c’è alcuna regola grammaticale che tenga di fronte al caleidoscopico mondo femminile, ma non è questo il ‘bello delle donne’? Occorre però stabilire se questo discorso sia ancora attuale. Potrebbe esserlo, ma allora l’uomo avrebbe perso lo smalto libertino e accattivante del tempo che fu, in favore di un più moderno, poco faticoso e sciatto “adeguarsi”?, e potrebbe non esserlo più, ma in questo caso mi verrebbe tristemente spontaneo dire alla donna: “Hai voluto la bicicletta? Ora pedala!” Mi fermo qui, a questo bivio, dal quale si potrebbero ancora far discendere almeno quattro strade differenti, confidando di leggere di qualcuno che ne abbia già imboccata almeno una. A me sembra che in questo caso la "modernizzazione" non sia proprio auspicabile, essendo l’essenza femminile stessa 'politically incorrect'.

Autore : marcri - Email : giuclapa@libero.it
Inviato il : 22/11/2003 alle 14.30.11


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