Accademia Accademia della Crusca
Cerca nel sito 
La lingua in rete > Forum
L'Accademia
Storia
Attività
Notiziario
Pubblicazioni
Biblioteca virtuale
La lingua in rete
Crusca in gioco

[ Forum ]

grosso o grande?

Creato il: 13/11/2003 alle 19.17.07

Messaggio

grosso o grande?
Colgo l'occasione del Suo esempio per onorare la promessa di ieri ad artigiano. Tra le numerosissime accezioni dell'aggettivo 'grosso' riportate dal Battaglia (l'esponente occupa circa cinque pagine di grande formato), quella che piú sembrerebbe avvicinarsi al significato "alla tedesca" e al vezzo che non piace ad artigiano né ad avemundi (né a me) è «capace di suscitare grande impressione». Ma gli esempi del Battaglia per quest'accezione non sono riferiti a persone: «cosa grossa» è, nel quattrocentista Pulci, un fatto d'armi che provoca morti a centinaia; nel Manzoni occorre la locuzione «raccontare cose grosse» (oggi diremmo malamente "sensazionali"). Tra questi casi e l'orribile «grosso artista» c'è di mezzo il mare, e direi che neanche «grosso spettacolo» né «grossa stagione» si possano riferire ad esempi letterari. Trovai però adeguatissima, trent'anni e piú fa, la traduzione che avevo letta su un giornale, probabilmente il «Corriere della sera», di un'intervista a tale Classius Clay, allora campione mondiale dei pugilatori piú pesanti; l'indimenticato esordio era: «io sono la piú grossa cosa della storia». Suppongo che l' originale avesse 'the biggest', che, almeno in americano, ammetteva già allora il doppio significato (forse sta all'origine del nostro malvezzo non meno dell'assonanza con il tedesco della quale ho scritto ieri).
Riporto qualche altra cosa dal Battaglia (ossia, per chi ama la precisione, dal 'Grande Dizionario della lingua italiana' in ventun volumi, coordinato in origine da Salvatore Battaglia e, dopo la morte di questo, dal Bàrberi Squarotti: Torino, UTET, 1964-2003).
1. Nella lingua trecentesca (ovviamente d'area fiorentino-toscana) si riscontra 'grosso' nell'accezione di "molto potente per autorità o censo, per la disciplina o l'ordine che sa imporre". Vicina a quest'accezione mi sembra (anche se nel Battaglia è stampata distantissima) quella di «poderoso per quantità d'armi e potenza d'armamento» (la quasi-tautologia è originale: 'quandoquidem dormitat Homerus'): «feciono una ischiera molto grande ... [per] venire ... serrati cosí grossi contro la Fede Cristiana» (Giamboni, un cinquecentista: è interessante l'uso dei due aggettivi in questione nella stessa frase, direi con due valori ben distinti).
2. Sempre in area toscana antica mi sembra notevole il significato di "vantaggioso, utile, proficuo": «grosso traffico», «grosso banco», «compagni a una grossa spezieria» (= "soci in un redditizio traffico di spezie"). Correlabile a questo (ma ancora lontano nel Battaglia) direi il significato, molto piú recente, di "benefico, efficace, prezioso, abbondante": «grossa agiatezza» (Carlo Cattaneo).
3. L'accezione figurata di "vivo, ardente, fermo, tenace" si trova ad esempio nell'espressione carducciana «grossa voglia di studiare».
4. Nell'ultimo secolo è attestata anche l'accezione di "accreditato, autorevole": «grossi giornali».
5. Un significato particolare si riscontra nella locuzione d'area toscana, antica ma ancora presente nell'Ottocento, «vita grossa»: cosí fu detta la vita, severa e dedita, «dentro de la cerchia antica», all'accumulazione del 'surplus' necessario perché la lingua e la letteratura fiorentine passassero in un secolo dal 'Libro di conti' del 1211 al Paradiso di Cacciaguida (ho scritto 'necessario, non 'sufficiente': è ben noto che la struttura economica non genera sovrastrutture senza l'intervento di personalità "d'eccezione"). E ancora secoli dopo, «vita grossa» era quella contadina, la cui durezza si poteva intuire nei giorni di mercato a Grosseto (non ho preso nota dell'autore e me ne scuso).
6. Mi fermerei qui: tutti gli altri significati rimandano piuttosto direttamente a una caratteristica fisica di grossezza, oppure all'idea di grossolano o a quella di gravido («latte grosso» significava il latte di bestia gravida; «l'è diventada grossa», con o lunga e aperta ed esse dura ma scempia, è ancora frase comune in Lombardia). Desidero però ricordare che 'una grossa' significa una dozzina di dozzine, pezzi 144: enorme numero, ultima Thule della matematica, scritto nella casellina in basso a destra delle tavole pitagoriche stampate sulla retrocopertina dei vecchi quaderni a quadretti delle elementari. È unità di conto, la grossa, usata ancora recentemente per le uova e per le viti (invece i chiodi, oggetti molto meno pregiati, si sono sempre venduti tanto al chilo).

Mi fermerei qui. Se a qualcuno interessano dettagli o ampliamenti delle citazioni, me li chieda senz'alcuna remora.
Nel Duro / Treccani, piú recente del Battaglia ma anche decisamente purista, o perlomeno molto "connotato" in senso fiorentino, il significato "improprio" del quale stiamo discutendo non si trova indicato nemmeno con la notazione che sia improprio (il Duro, da par suo, non "marca", annota; come il "capo" che «non dorme, riposa; non beve degusta»: «'impropr.'» vi è ad esempio il significato di 'alternativa' come "una tra diverse soluzioni possibili". C'è a chi piace molto: a me, s'è capito, piace pochino; ma l'ho preso quando disperavo di veder mai completo il Battaglia e mi costringo, 'motu proprio', a usarlo).
Non lo so, ma suppongo che i dizionari piú orientati "all'uso" abbiano ormai dovuto registrare il 'grosso' che proprio non ci piace; anche se talvolta lo sbràito, seguito da un opportuno aggettivo sostantivato, in faccia a chi m'è antipatico: solo per offrirgli, s'intende, una preziosa «giusta causa» per la quale protestare con qualche ragione...

P.S. D'abitudine, le mie citazioni tra virgolette caporali (dette anche «sergentine») sono rigorosamente testuali, quelle tra virgolette apicali (") indicano un testo a mio parere intatto nel significato, ma non conforme all'originale: per necessità sintattiche, perché l'ho accorciato, o anche solo perché non ho avuto voglia d'annotarlo letteralmente ( anche perché, neanch'io, non riesco piú a decifrare quel che ho scritto...). Scrivo poi tra apici (') le parole o le locuzioni che, con un istrumento piú familiare, scriverei in corsivo.


Autore : Vittorio - Email : Vittorio.Mascherpa@rcm.inet.it
Inviato il : 13/11/2003 alle 19.17.07


Gli altri messaggi

grosso o grande? - artigiano - (11/11/2003 20.42.07)
R: grosso o grande? - avemundi - (12/11/2003 22.28.31)
R:R: grosso o grande? - Vittorio - (13/11/2003 19.17.07)
R: grosso o grande? - Vittorio - (12/11/2003 23.07.04)
R:R: Grosso - avemundi - (13/11/2003 11.30.45)
R:R:R: 'baloss' - Vittorio - (13/11/2003 19.25.04)
R:R:R:R: 'baloss' - avemundi - (16/11/2003 20.48.02)




Forum
 
Copyright 2002 - Accademia della Crusca - Tutti i diritti riservati - Powered by Dada