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Tsio è meglio di Dzio

Creato il: 17/10/2003 alle 15.04.30

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Tsio è meglio di Dzio
Certamente, /'tsio/ è meglio di /'dzio/: non vedo ragione di dubitarne! Non possiamo dimostrare oggettivamente che una delle due pronunce sia più bella dell'altra; ma oggettivamente possiamo affermare che la pronuncia /'dzio/ non è altro che (in origine) un errore dovuto ai difetti della nostra ortografia. Se non ci fosse distinzione fra il grafema che indica /t/ e il grafema che indica /d/, allora si diffonderebbero anche pronunce come /ma'rido/ in luogo di /ma'rito/! La scrittura è un codice secondario, sostitutivo della lingua orale. A scuola si dà l'impressione opposta: anche io stesso, per esempio, ho sentito dire ad una professoressa di liceo che pronunciare "sciópero" o "sciòpero" è indifferente - tanto, si scrive allo stesso modo!... Contro questo ridicolo capovolgimento del rapporto fra orale e scritto si scaglia vivacemente il Canepàri nell'introduzione al suo DiPI; peccato ch'egli non abbia poi la coerenza di respingere le "evoluzioni" della pronuncia italiana dovute a questo stesso capovolgimento di prospettiva unito alla predominanza del nord, ma anzi proponga come pronuncia più consigliabile un suo modello (un modello piuttosto ideale, se non irreale, a quanto mi sembra) di pronuncia italiana "moderna", in gran parte basato sul cedevolissimo fondamento degli spropositi settentrionali e romani. Eh sì, predominanza economica e politica. Le pronunce settentrionali e romane, sostenute dal potere, gradualmente si diffondono e dòminano e _si legittimano_ in tutta Italia, violando i sette secoli di storia della nostra lingua. La lingua italiana (caso rarissimo) è stata definita dal valore letterario degli antichi scrittori toscani, non da un predominio politico-economico. Accetteremo forse di vendere l'unica lingua nata libera? È orrido a dirsi, ma anche la grande maggioranza dei toscani, ormai, percepisce come errata la propria pronuncia quando questa sia difforme dal modello televisivo. Sentir pronunciare /'kaza/ o /'dzio/ da un settentrionale è normale e tollerabile; da un meridionale, posso capire; ma da un toscano, è una perversione (una perversione ormai molto comune!). Posso arrivare, al massimo, a tollerare che in casi come quello di "zio" si considerino corrette sia la pronuncia a base toscana sia quella settentrionalizzante; ma che la pronuncia a base toscana (limitatamente alle distinzioni fonematiche) sia trattata alla stregua di una sconsigliabile pronuncia regionale è un insulto alla storia della nostra lingua. E purtroppo le maestre elementari non possono verosimilmente dare lezioni di ortoepia, dal momento che non si può insegnare una cosa di cui non si sa niente. Persino moltissimi professori universitarî di Lettere fanno notevoli errori ortoepici!... L'Italia è un Paese noncurante; la nostra lingua è un capolavoro di poesia in mano a un analfabeta... Non c'è niente da fare: l'unica soluzione, se volessimo insegnare ai bambini la vera pronuncia italiana, sarebbe riformare l'ortografia. L'uso di segni diacritici almeno sui libri delle elementari (e magari anche delle medie - Perdonatemi se uso i vecchi nomi dei cicli scolastici...) sarebbe un'idea ottima e semplice. Bisognerebbe sempre indicare graficamente (ripeto: [almeno?] sui libri di scuola) la corretta pronuncia per le E/O toniche, le S scempie intervocaliche, le Z; segnare gli accenti tonici secondo una convenzione simile a quella dello spagnolo; ed indicare con un qualche simbolo convenzionale tutti i raddoppiamenti fonosintattici. Non sarebbe così complicato. Nessuno lo farà, perché della corretta pronuncia non importa niente a nessuno, e inoltre le maestre si troverebbero in difficoltà... Ma non sarebbe complicato. Emanuele PS: riassumo la mia posizione: parlate l'italiano come vi pare, ma non ditemi che la pronuncia corretta è diventata sbagliata!

Autore : Emanuele - Email : e83TOGLIMI@freemail.it
Inviato il : 17/10/2003 alle 15.04.30


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