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Precisazioni

Creato il: 16/10/2003 alle 13.21.03

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Precisazioni
Caro Vittorio, ha fatto bene a precisare certe mie affermazioni, ché –come si sarà capito- a me parlare per metafore e’ ’un mi garba, e quei pochi, magari linguisticamente meno «attrezzati», che dovessero prendere per oro colato ogni mi riga potrebbero davvero essere tratti in inganno, e non sarebbe giusto. Che si tratti, però, solo di precisazioni, e non di rettifiche, mi sarà qui concesso d’argomentare. Innanzi tutto, è vero: «bene» non è (ovviamente) un nome proprio, ma nemmeno il passo da me precedentemente citato si riferiva ai soli nomi propri: sono partito dai criteri per la definizione d’una pronuncia «standard» (che, in quanto tale, non è utilizzata naturalmente da alcuno) per arrivare all’onomastica solo in seconda battuta. Quanto all’«ammissibile», purtroppo le ragioni della sintesi finiscono –soprattutto in uno spazio come questo- per prevalere, talora, su quelle della chiarezza. Avrà, infatti, notato che, poco prima, avevo parlato d’«ammissibilità/consigliabilità», il secondo essendo un concetto introdotto piú di recente, laddove il primo rimane legato a un’impostazione di stampo piú normativo, ormai in gran parte superata. Oggi si parla piú propriamente di «gradi d’ammissibilità», per cui un dizionario di pronuncia «italiana» dovrà limitarsi a/accontentarsi di riportare solo la pronuncia (o, al piú, le due o tre pronunce) col piú alto grado d’ammissibilità. Quanto alle ragioni (para)etimologiche delle pronunce dei toponimi da Lei citati, ho già detto che non è questo il punto... Ho parlato d’«organicità (che è generalmente connessa -ma non sempre- all’etimologia) al sistema linguistico in esame», non d’etimologia tout-court. Ci sono molte pronunce toscane/fiorentine/tradizionali che non sono per nulla etimologiche (per «etimologiche» qui intendendosi piú aderenti al latino): una per tutte, «lèttera» (...e infatti il resto del Centro ha «léttera»). Per questo ho parlato/si parla d’organicità al sistema linguistico, ed è per questo che tale criterio si può applicare anche ai nomi propri, ché «Trèzzo» non è organico agl’italiani regionali centrali («stona»), cosí come «bène» non è organico all’italiano regionale lombardo. Quanto a «Còmo/Cómo», mi scuso cogl’interessati (e qui gioverebbe veramente andare a controllare cosa dice il DOP, ché la memoria potrebbe avermi tradito), ma io qui intendevo l’«italiano regionale comasco», non il «[dialetto] comasco»... Potrebbe essere vero che, come m’assicura Lei e a dispetto di quanto diceva il DOP una ventina d’anni fa, oggigiorno «Còmo» sia davvero la pronuncia locale piú diffusa, sebbene ricordi ancora con affetto l’educata protesta d’una giovane amica comasca (stu-pen-da, NdR), che appassionatamente difendeva il suo «Cómo».

Autore : Infarinato - Email : p.matteucci@soton.ac.uk
Inviato il : 16/10/2003 alle 13.21.03


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