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Il Sardo è una lingua neolatina

Creato il: 08/10/2003 alle 10.52.33

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Il Sardo è una lingua neolatina
A affermarlo sono, tra gli altri –risalendo a ritroso nel tempo–, Carlo Tagliavini, Max Leopold Wagner, Wilhelm Meyer-Lübke. Quest'ultimo –nella 3a edizione (1920) della sua classica 'Einführung' ('Introduzione') alla linguistica romanza (1910)–, in una classificazione, che fissava, allora, a nove il novero delle lingue neolatine, procedendo in direzione antioraria rispetto alla loro distribuzione geografica, a quella dell'isola assegnava il 5° posto. E il Wagner, che, già nel periodo 1928-1940, per conto dell'Atlante linguistico dell'Italia e della Svizzera meridionale del bernese Karl Jaberg e dello zurighese Jakob Jud, dei materiali linguistici attenenti alla Sardegna era stato inquisitore, coronò una ricerca, lunga –era cominciata nel 1907– e costante, intorno a quella lingua, con la pubblicazione in 3 volumi del 'Dizionario Etimologico Sardo' –il 'DES'–, la prefazione del quale, nel 1960, con una particolare menzione a chi, in seguito, diventerà Presidente dell'Accademia della Crusca, conchiudeva –vol. I pag. 6–: "È infine mio dovere ringraziare l'amico prof. Giovanni Nencioni, che si è assunto la fatica di rivedere stilisticamente, con la sua solita coscienziosità, il mio manoscritto" –pur essendo, e l'autore e la casa editrice (la Carl Winter - Universitätsverlag di Heidelberg), tedeschi, l'opera fu scritta in italiano–. Il Sardo è parlato su tutto il territorio dell'isola, a esclusione delle zone di Carloforte –sponda orientale dell'Isola di San Pietro– e di Calasetta –estremità settentrionale dell'Isola di Sant'Antioco–, i cui parlari, essendo affini al dialetto genovese, si inquadrano come varietà dell'Italiano; e eccettuata, altresí, la zona di Alghero, dove risuona un dialetto catalano –non è senza motivo, anche linguistico, che Alghero viene chiamata Barceloneta–. A caratterizzare un parlare come lingua son dati interni delineativi e di diversificazione sui piani della fonetica, della morfologia e del lessico; quello esterno della estensione territoriale è secondario, e la misura non influisce nella definizione. In uno studio dell'inizio del secolo passato -–1903–, Matteo Bartoli ebbe a dire del Sardo essere "il piú caratteristico degli idiomi neolatini", a motivo dei tratti arcaici, che ne individuano la fisionomia. Dire del Sardo che è una 'lingua', dunque, è mantenersi al medesimo livello di quando lo si afferma del Francese o del Rumeno –e cioè, quello della linguistica–; differente che si dica del Siciliano o del Veneziano, riferire ai quali il termine 'lingua' sarebbe intrattenersi in un discorso di conversazione.

Autore : Luigi Pizzilli - Email : luigiduilip@tiscali.it
Inviato il : 08/10/2003 alle 10.52.33


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