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Rinviare o reinviare?

Creato il: 06/10/2003 alle 12.30.43

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Rinviare o reinviare?
Allora, innanzi tutto, mi scuso per il ritardo con cui Le rispondo, ma anche la Sua replica non è stata proprio immediata, col che m’era completamente sfuggita. In secondo luogo, sgombriamo pure il campo da ogni equivoco: no, «inoltrare» («forward») non c’entra nulla. Quanto all’uso da Lei menzionato -«‹Hai ricevuto il mio messaggio?› ‹No, r(e)inviamelo, per cortesia›»-, dispiace notare –lo dico con sincerità- che questo sia per Lei (o i suoi corrispondenti) l’uso piú comune, ché oggigiorno queste cose (non ricevere messaggi, cioè) non dovrebbero piú accadere –ciò non toglie che il «Suo» sia un uso piú che legittimo (se non proprio quello «canonico») della funzione «rispedisci» («resend»). Ma, proprio nell’esempio da Lei riportato, un «rispediscimelo», o anche solo un «rimandamelo», non lascia spazio ad equivoci, senza la necessità di coniare alcun neologismo –e qui sfido chiunque a sentirci un «posticipamelo», in quel «rimandamelo». Quello che intendevo dire io è che –per lo meno nella mia personale esperienza- quando si rispedisce («resend») un messaggio, si cambia quasi sempre qualcosa: o il destinatario (al quale ci s’è dimenticati di mandarlo in copia –si noti che qui l’intento è diverso da quello d’un «inoltro») o il testo (perché se n’è involontariamente omessa una parte), etc. [A rigore –cioè: a voler essere veramente pignoli-, un messaggio di posta elettronica non si rispedisce mai: se ne spedisce sempre una copia, ché l’originale è già transitato dal server.] Infine, non c’è contraddizione nell’affermare che «*reinviare» (o «*riinviare») è un neologismo (coniato per ragioni sulle quali concordiamo) e, contemporaneamente, che, nel parlato, prima o poi questo «*reinviare» finirà per riassestarsi sulla forma «rinviare» -ovviamente, qui io parlo di fonetica toscana/(centro)italiana, che tende alla massima semplificazione (leggasi: «contrazione») vocalica: gli altri italiani regionali/dialetti seguono leggi fonetiche proprie, che danno luogo a sviluppi talora molto distanti da quello «standard».

Autore : Infarinato - Email : p.matteucci@soton.ac.uk
Inviato il : 06/10/2003 alle 12.30.43


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