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Dubbi, dubbi e ancora dubbi

Creato il: 04/10/2003 alle 22.43.59

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Dubbi, dubbi e ancora dubbi
A 67 quesiti, risposte stringate, non essendo possibile approfondire. Magari riproponga i suoi quesiti alla spicciolata e non a valanga. 1. La scelta tra il congiuntivo presente o imperfetto nelle ipotetiche dipende dal grado di probabilità. Si può dire anche «Se fosse maschio, lo chiamerò Giovanni», con valore diverso da «lo chiamerei»: il futuro qui sottolinea la determinazione del locutore. Non creda a quel che dicono le grammatiche sulle perfette corrispondenze ‘congiuntivo imperfetto - condizionale presente’ ecc., non è vero nulla! 2. Il verbo ‘sanguinare’ richiede l’ausiliare ‘avere’. 3. «Dica pure ciò che vuole» può essere un invito o un’espressione di noncuranza; «Dicesse pure ciò che vuole» può essere solo il secondo. 4. Normalmente gli aggettivi usati in funzione avverbiale sono invariabili; tuttavia, è possibile conservare il valore aggettivale variabile quando si voglia dare particolare pregnanza all’aggettivo: «vanno veloce» = «vanno velocemente»; «vanno veloci» = «vanno [come esseri] veloci». Il resto della domanda è troppo vago. 5. «Quello/a che dico è la verità»: ‘quello’ con valore neutro; ‘quella’, sebbene non impossibile, mi pare più probabile in un enunciato del tipo «Quella che dico è una verità difficilmente ricusabile», quando, cioè si specifica. 6. «Gli ho fatto credere che quel film è/sia/fosse/sarà/sarebbe...»: dipende da quel che segue e da quel che si vuole esprimere. 7. «Dopo ogni volta che» non è italiano: «Dopo essere uscito mi sento stanco.» 8. Sull’accordo del participio passato può leggere gli interventi miei e di Infarinato qui sotto. 9. Essendo ‘euro’ ormai invariabile, mi sembra più raccomandabile dire ‘solo due euro’. 10. I proverbi si sono cristallizzati in forme che di solito non si possono cambiare. Tra ‘meglio’ e ‘migliore’ ci possono essere sfumature, ma nella frase citata sono entrambi corretti. 11. «Mi raccomando» è un’esortazione alla prudenza; «ti raccomando» da sé solo non si regge e vuole un complemento (nominale, o frasale, introdotto da ‘di’ o ‘che’). 12. «Penso che sia questo il posto» in riferimento al presente; «Penso che fosse questo il posto» in riferimento a situazione passata. 13. Si dice «andare IN qualche posto/DA qualche parte». 14. Con una congiunzione disgiuntiva è più raccomandabile l’accordo al singolare; nel caso di pronomi personali di diversa persona conviene aggirare la difficoltà ricorrendo a «Vengo io o viene lui», «Vengo a prenderti io, o viene lui». 15. «Nel cinema» significa ‘all’interno dell’edificio costituito dal cinema’; «Al cinema» indica il luogo in modo più generico e potrebbe essere anche davanti a esso. 16. Non credo ci sia differenza tra «andare in/al bagno». 17. ‘Vicino’ e ‘riguardo’ vogliono sempre ‘a’; ‘dietro, sopra, dentro’ ne possono fare a meno davanti a sostantivo, mentre davanti a pronome solitamente richiedono ‘di’. 18. «Chissà se» può reggere anche il condizionale. 19. «Ne» richiede l’accordo del participio passato, ma è ammissibile anche il participio invariato. 20. «All’ora/L’ora»: entrambe corrette, benché la seconda sia quella preferita dai puristi. 21. Si può dire «di/da qui» senza differenza semantica. 22. «Fuggire» e «scappare», nell’italiano standard, non sono riflessivi. 23. In senso proprio si indossano solo abiti; le scarpe si calzano e gli occhiali si portano. 24. Su «fuori di/da» può leggere quello che ho scritto in un intervento precedente. 25. La forma corretta mi pare «Che cosa vuoi come regalo». 26. La regola è che la preposizione va conservata, almeno nello scritto: «Dipende da quello che vuoi/da dove vai/vieni/da chi te l’ha chiesto». 27. «In seguito a» e «in conseguenza di» possono essere sinonimi. 28. «Stare + gerundio» si può usare preceduto da ‘di’; con altre preposizioni è alquanto marginale. 29. ‘Ritardare’ si costruisce con ‘di’ se introduce un complemento di tempo che esplicita la durata del ritardo. 30. Con ‘lato’ e ‘parte’ la preposizione è ‘da’, sia con ‘altro’ che con ‘questo’. 31. «Vengo da» va bene per città o stati; «sono di» si usa normalmente solo per città. 32. «Tutto bene?» - «Sì, e tu?». 33. Se il ristorante si chiama ‘Da Marco’, non si ripete la preposizione: «Vado ‘da Marco’». 34. ‘Verso’ o ‘circa’ conferiscono indeterminatezza al tempo, ma ‘verso’ non ammette preposizioni proprie davanti a sé. 35. Il futuro si può esprimere anche col presente, quando si asserisce la propria volontà o la certezza dell’evento; mentre il futuro esprime perlopiù incertezza. La frase «Domani vado a casa di Luigi, così conoscerò la sua famiglia» è corretta. 36. Si dice «Vado AL Caffè Greco». 37. Le frasi più raccomandabili sono «Non ho niente/nulla da spartire con» e «Non ho niente/nulla (a) che vedere con». 38. «Mi pare di capire che la situazione È grave.» 39. «Sono stato contagiato DA una malattia.» 40. «Dillo CON parole tue.» 41. «Non faccio IN/A tempo»: entrambi. 42. «A fatica» = ‘con difficoltà’; «con fatica» = ‘con sforzo’. 43. La ripetizione della preposizione dipende da caso a caso; nell’esempio suo non si può omettere: «Vado in Grecia e in Italia». 44. È possibile aprire le virgolette subito dopo l’apostrofo, ma preferibilmente virgolette caporali. 45. Si può anche dire a una donna: «Sii la più chiara possibile.» 46. È lecito scrivere «l’MD». 47. A «per fortuna» può seguire un ‘che’ o una virgola. 48. Sulla virgola e la sua funzione stilistica si potrebbero scrivere mille pagine. A parte la libertà e il gusto dello scrivente, la virgola è obbligatoria in due casi: prima e dopo il vocativo (‘Avanti, signori, c’è posto’) e per separare gli incisi e le apposizioni (‘Anna, salutata l’amica, se ne andò’, ‘Roma, capitale d’Italia, ha origini millenarie’). 49. Sul troncamento e l’elisione può leggere vari interventi in questo forum e anche nella stanza chiusa. 50. È più esatto dire «IN/DI questi giorni...». 51. La domanda sui complementi di tempo e di distribuzione è troppo vaga. 52. Con «È fuori IN/SUL/AL balcone» esprimo correttamente tre concetti diversi. 53. «Ti aspetto fuori della/alla stazione»: né l’uno né l’altro: ti aspetto alla stazione/davanti/vicino alla stazione. 54. Con una pausa, segnata dalla virgola va benissimo «Ciao, a domani/a presto». 55. ‘Costituito di/da’, ‘formato di/da’, ‘fatto di’ = composto di un certo materiale; ‘fatto da’ = eseguito/costruito da. 56. «Giù al/in/nel garage» e «su alla/in/nella terrazza» sono espressioni accettabili. 57. La variante ‘compire’ è di uso più raro e limitato di ‘compiere’, ma si possono ‘compire’ gli anni. 58. Se si parla di un negozio, «da Benetton» e «al Mac Donald’s». 59. La grafia dei nomi composti da prefissi è di solito quella univerbata. 60. La forma corretta è ‘commovente’. 61. Si può usare ‘mezzo’ come aggettivo o come avverbio, sicché entrambe le forme sono accettabili (sebbene sia preferibile la forma invariata): «biscotti mezzo/i mangiati». 62. I pronomi complemento si possono elidere: «m’ha detto, t’ha visto», ecc. 63. «Porta la borsa dal lato opposto alla strada». 64. Il ‘ti’ è pleonastico: «Chi credi/pensi di essere?» 65. «Non ti senti bene?» risposta «Sì, (mi sento bene)», «No, (non mi sento bene)». 66. ‘Finché (non)’ ammette il congiuntivo, il presente indicativo,il futuro e il condizionale. 67. Se il titolo dell’opera contiene l’articolo si usa far l’accordo; se invece l’articolo non c’è, il titolo tende all’invariabilità: ‘I promessi sposi li ho letti’, ‘Cime tempestose l’ho letto’.

Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 04/10/2003 alle 22.43.59


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