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Apocope

Creato il: 03/10/2003 alle 12.47.41

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Apocope
Non c'è dubbio che troncamento e apocope siano la stessissima cosa non solo per Saskia, Infarinato e -'ça va sans dire'- secondo gli etimi, ma anche per noti "pezzi da 90", come il dizionario del Battaglia e la grammatica del Serianni. Altre, piú "modeste" grammatiche preferiscono evitare la parola 'apocope', o darla solo in margine. Il sottile Duro / Treccani esplica apocope non con troncamento 'tout court', ma con troncamento tra virgolette caporali (o "sergentine"), dando a mio parere questa parola non come significato proprio d'apocope, ma come traduzione letterale del greco apokopé... Serianni, uno dei -per cosí dire- sinonimisti, non solo distingue poi tra troncamento vocalico e troncamento sillabico, ma produce, da par suo, una vera e propria casuisitica del corretto e scorretto usi d'apostrofi, d'accenti, dell'omissione di siffatti segni, delle possibili alternative tra i diversi usi. A me, che sono -come ognun sa- un "vile meccanico", sembra però che non sia facilmente «comprensibile da tutti» la sostanziale unitarietà di fenomeni come la "riduzione" di 'uno' a 'un', quella di 'poco' a 'po' ', quella di 'piede' a 'piè', e la loro conseguente "rubricazione" sotto un unico indice: non a caso, la vecchia grammatica scolastica del Migliorini, che evitava di far motto d'apocopi, ricordava un fenomeno come il troncamento sillabico di 'poco' senza denominarlo in alcun modo, ma in calce alle "istruzioni" per l'elisione: credo considerasse piú significativo, a fini di didattica "elementare", l'utilizzo dell'apostrofo rispetto ai meccanismi di "riduzione" in sé. In parole povere: se si vuole mantenere valida la vecchia regoletta, semplice ma forse anch'essa un poco «ebete» e certamente poco scientifica, secondo la quale il troncamento rifiuterebbe l'apostrofo, bisogna poi inventarsi, destando magari il riso, qualche distinzione "fenomenologica" piuttosto fittizia; se invece si vuole essere piú rigorosi, mi sembra necessario introdurre quella che ho appena chiamato casuistica ortografica. Forse questa seconda soluzione ha, sotto sotto, il vantaggio di farci sentire persino... un poco Inglesi, ma ha anche, a mio parere, il probabile difetto di ridurre il numero di persone che scriveranno correttamente.

Autore : Vittorio - Email : Vittorio.Mascherpa@rcm.inet.it
Inviato il : 03/10/2003 alle 12.47.41


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