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Cambiare stile?

Creato il: 28/09/2003 alle 16.03.00

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Cambiare stile?
Non credo che scindere il modo di scrivere da quello di pensare sia prostituire la propria penna; il frutto del nostro pensiero può essere scritto in stili diversi, senza che per questo si sia o ci si senta incoerenti. Non credo neppure che si possa parlare di censura; la censura impedisce di esprimere le proprie idee; la richiesta o il consiglio (non l´imposizione!) di adoperare una prosa intelligibile per pubblicare il proprio pensiero nulla c´entra con la censura. Leggo poi nel Suo intervento: "Mitica necessità che tutti capiscano". Mitica? Tutti? In un forum? Rispondendo a precisi quesiti? Che risposta è se non è comprensibile? Si torna alla semplicissima domanda: ho ottenuto lo scopo, se il mio intervento non è accessibile neppure al diretto interessato? Per il proprio piacere di esibirsi su Conoscenza e Sapere è sufficiente affiliarsi a un club per pochi eccellentissimi adepti, a meno che questo piacere si abbia solo con la manifestazione di superiorità. Pensiamo al divulgatore televisivo per eccellenza, Piero Angela, che dovesse usare un linguaggio per pochi eletti: a che servirebbe? Sorvolo sull´ "irridere" chi pone domande semplici o banali, ché mi appare l´espressione di un concetto di basso profilo, ed è totalmente fuori dal mio pensiero. Non vedo forzature alla rassegnazione e alla omologazione in nessuno degli interventi. Si intravede addirittura l´opposto: "rassegnatevi voi, comuni mortali, se non capite siffatta prosa!" La comunicazione di massa e il frutto della ricerca personale dovrebbero offrirsi mutuo soccorso, allo scopo di intendersi, per non correre il pericolo dei ricorsi storici da Lei paventati. Se il discorso è fatto tra sordi, il rischio c´è comunque! E perché ciò avvenga, il dotto dovrebbe tendere verso il basso e il meno dotto tendere verso l´alto, con l´obiettivo di incontrarsi. Infine, `partecipare le proprie conoscenze´ esplicitandole in lingua misteriosa è arduo; ecco perché appare mero sfoggio. Non ho nessun dubbio sull´ `onestà intellettuale´, ma ne ho molti sulla capacità di comunicazione. Trovo meschino e presuntuoso l´accenno alla spiegazione di Adorno. Credo che nessun intervento sia dettato dalla seppur sgradevole consapevolezza della propria ignoranza (voce del verbo ignorare).

Autore : marcri - Email : giuclapa@libero.it
Inviato il : 28/09/2003 alle 16.03.00


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