Accademia Accademia della Crusca
Cerca nel sito 
La lingua in rete > Forum
L'Accademia
Storia
Attività
Notiziario
Pubblicazioni
Biblioteca virtuale
La lingua in rete
Crusca in gioco

[ Forum ]

La messa è finita

Creato il: 23/09/2003 alle 23.19.13

Messaggio

La messa è finita
Mi compiaccio, esimio signor Pizzilli, per la puntualità della replica. Assai meno - e ne sono dispiaciuto e deluso - per il frutto di un’elaborazione che un mese avrebbe dovuto rendere d’uno stile impeccabile, e che ha invece mutato in uno spartito i cui trilli, portamenti e acciaccature sembrano eseguiti da una voce poco avvezza alla tecnica belcantistica del legato - e, aggiungo, non scevra da problemi d’intonazione. (Mi permetto, poiché lei se n’è arrogato il diritto, di formular anch’io giudizi.) Senza dilungarmi sul suo stile - ché a nulla varrebbe -, vengo ai contenuti. E la mia prima considerazione è questa: lei intende l’italiano scrio scrio, o bisogna inorpellare il pensiero con tronfie, vanesie, vacue parole affinché le sia intelligibile? Il diritto alla replica non glielo nego, né mai gliel’ho negato (e con che diritto e autorità potrei, avrei potuto?). Se rilegge quelle mie righe, non fantasticando, ma nell’univocità delle parole da me adoperate, si accorgerà che dichiaravo di comprendere i motivi della sua reazione, e che solo sui panni dei quali lei l’aveva ammantata esprimevo le ovvie riserve di afferrabilità da parte di ogni singolo utente di questo forum. Di questo soltanto io discorrevo in quel passo. Il secondo punto è questo: nel mio intervento non mi riferivo esclusivamente al messaggio di rIO, la mia era una considerazione generale. Non tutti hanno la sua cultura e la sua dottrina, sicché il messaggio importante che lei voleva trasmettere - ne sono convinto - non è stato recepito dai più (i pochi che avranno letto il suo scritto fino alla fine), e probabilmente neanche dal diretto interessato - del quale non mi facevo assolutamente l’avvocato. E a questo punto mi domando allora quale sia il senso e lo scopo del suo "L’ambone, l’ancona e il leggío", se, come suppongo, solo pochi ne hanno inteso la sostanza e i particolari. A me appare chiaro che la comunicazione è un fatto di competenza linguistica; se non si è capaci di cambiare stile per adeguarsi all’interlocutore e garantire la comprensione, tanto vale tacere, ché in tal caso le parole son solo semi che non germineranno. Quanto a "l’altrui travisamento", è evidente che dallo stile degli interventi ognuno si fa un’idea di chi sta dietro a quel modo di scrivere; e il suo modo di scrivere lascia trapelare una sorta di desiderio di ‘esoterismo a ogni costo’, che inevitabilmente la fa apparire una persona che sembra ritenersi di facoltà mentali superiori. Ecco forse perché, venendo da lei, la condanna dell’ignoranza, già espressa prima di lei, è stata sentita come un’offesa da qualcuno. In breve, lei dà l’impressione di scrivere appositamente per non essere inteso e sfoggiare conoscenze lessicali - senz’altro preziose, ma fuori luogo in questo contesto -, invece che per comunicare informazioni direttamente fruibili dai partecipanti. Punto terzo. Se lei crede che i suoi riferimenti astrusi sfuggano al mio intelletto, e, peggio, che mi assillino; se lei ha l’audacia di supporre che il mio intervento sia stato dettato dalla mia presunta incapacità a "sciogliere" codesti "grumi e nodi passati", mi vedo costretto a pensare che lei sia davvero molto presuntuoso. Codesti "grumi e nodi passati" non sono, è vero, di comprensione immediata, e senza rossore le confesso di non averli colti tutti al volo; ma mi conceda l’intelligenza di venirne a capo dopo riflessioni e ricerche. Continui pure ad ‘aggrumar e annodar’ se la diverte, ché io non sprecherò tempo in simili inutili giochini. Eccoci al quarto punto. In questo forum io adopero volutamente una lingua tersa e limpida, di facile comprensione, e cito spesso dalle opere di consultazione più attendibili per offrire a chi non le possiede la possibilità di leggere testualmente le posizioni di grandi studiosi sui vari argomenti affrontati. "E bisogna faticar di molto a rinvenire quel che è Suo o ha assimilato": perché lei forse ha la scienza infusa? E quel che sa non l’ha mai letto da nessuna parte o imparato da altri? Quel che si è assimilato non diventa nostro? Credo che si fatichi molto meno a vedere dove finiscono le virgolette delle mie citazioni che non a leggere una sola frase sua. E citare è certamente più proficuo che arzigogolare. Non mi sembra il caso di proseguire in questa sede una discussione personale che non credo interessi alcuno. Se ha qualcosa da dire, la invito a scrivermi privatamente, o a non rispondere affatto. Sia chiaro che non replicherò in questo forum, qualunque sia la gravità dei suoi eventuali asserti. La messa è finita. All’opra sua ognun in pace torni.

Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 23/09/2003 alle 23.19.13


Gli altri messaggi

La messa è finita - Marco1971 - (23/09/2003 23.19.13)




Forum
 
Copyright 2002 - Accademia della Crusca - Tutti i diritti riservati - Powered by Dada