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Ritornar catello, zachíto e umíle?
Creato il: 23/09/2003 alle 23.01.40 |
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Messaggio
Ritornar catello, zachíto e umíle?
Essendo tra gli "interlocutori che si affacciano su questo cortile" (cfr. L´ambone, l´ancona e il leggìo) e sollecitata dalla Sua richiesta di un coro (cfr. " Rebecca: deonomastico cinematografico) desidero levare la mia voce a difesa di un semplice principio: lo scopo della comunicazione è raggiunto quando i destinatari dei messaggi hanno compreso. Per ottenere ciò è fondamentale saper adeguare il proprio linguaggio ponderandolo sulla molteplicità degli interlocutori. Il Suo appare invece adoperato al solo scopo di esibizione e Lei sembra non curarsi di farsi intendere. Questo è un forum sulla lingua italiana, ed è curiosamente paradossale che, nel tentativo di far luce, sia proprio l´uso della lingua la fonte di incomprensioni. Perché a mio parere di ciò si tratta: la Sua prosa arcaica a singulti impedisce la comprensione, e a larghi tratti persino la lettura, dei Suoi interventi. Mi associo a chi ha già fatto analoghe considerazioni. Spero di essere stata in sufficiente "monodia corale", anche se in non perfetti, né tantomeno "austeri neumi gregoriani
Autore : marcri - Email : giuclapa@libero.it
Inviato il : 23/09/2003 alle 23.01.40
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Ritornar catello, zachíto e umíle? - marcri - (23/09/2003 23.01.40)
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