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Cogeminazione sintagmatica e lessico toscano

Creato il: 12/09/2003 alle 11.04.53

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Cogeminazione sintagmatica e lessico toscano
Solo una breve replica, sennò si fa notte –e francamente credo che l’argomento non sia neanche piú d’interesse generale, se mai lo è stato. 1) Qui, niente da aggiungere se non una piccola difesa della categoria: l’indagine fonetica seria è un’indagine scientifica, che si basa su rigorose statistiche e i dati della fonetica acustica (analisi spettrografiche, etc.)... In quest’ambito, l’orecchio personale non può e _non deve_ entrarci un «fico secco» (...sul piano piú strettamente personale, Luciano sarà anche veneto -come, del resto, linguisti del calibro di Migliorini e Mioni-, ma è anche uno che a suo tempo _imparò_ la pronuncia tradizionale toscana con tutte le sue sfumature -e questo soltanto dovrebbe dirla lunga sulla sua professionalità e la passione con cui svolge il suo mestiere- e, anzi, il suo essere un fonetista non toscano può essere un ulteriore argomento a favore della sua obiettività). 3) Qui ho bell’e capito che non c’intenderemo mai: se Lei vuol fare un «dettato» (o comunque «scandire» le parole per un qualche fine particolare: per fare capire «com’è scritto», cioè, etc.), sono d’accordo con Lei (...e non solo su «de/ne»); altrimenti, la totale aderenza della lettura alla grafia (in un sistema ortografico come quello italiano, che è lungi dall’essere fonematico e, in ogni caso, non può mai essere fonetico) non è giustificabile, né qui né altrove. 4) Chiedo venia, ma qui non era certo mia intenzione essere esaustivo. «Intrugolare» è una variante d’«introgolare» (quest’ultimo piú frequente in area fiorentina) da «tr[u]ogolo», favorita probabilmente dall’assonanza con «intruglio», il quale deriva forse proprio dal «Suo» «introiare», che molti dizionari definiscono ormai «antico» (e non riportano piú). Entrambi i verbi sono comunque molto antichi: «trog» è voce longobarda e il «(porcum de) Troia» è un piatto medievale. Per venire alla Sua domanda, anche a Firenze «introiare» sta ormai cedendo il passo (per fortuna) a «introiaiare» per il piú logico accostamento, appunto, con «troiaio» (= «porcile») anziché quello (evidentemente non piú sentito) col povero animale (femmina) che ci sguazza dentro (...se «introiaiare» Le suona brutto, meglio: lo deve fare!). Dispiace infine notare (ma è una considerazione assolutamente personale -ci mancherebbe!) che i lemmi in questione siano estranei al suo parlare (ma non a quello, ad esempio, del Boccaccio), ché sono carichi d’una pregnanza verbale difficilmente sostituibile.

Autore : Infarinato - Email : p.matteucci@soton.ac.uk
Inviato il : 12/09/2003 alle 11.04.53


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