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Preposizioni disarticolate e raddoppiamento sintattico

Creato il: 10/09/2003 alle 10.18.18

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Preposizioni disarticolate e raddoppiamento sintattico
Allora: 1) sul raddoppiamento sintattico siamo ovviamente d’accordo, sennò non sarebbe «sintattico» (anche se il primo esempio del Camilli da Lei citato è assai discutibile –per una trattazione sistematica della cogeminazione sintagmatica, anche di tipo «tradizionale» o «toscano», si veda il MaPI di Luciano Canepàri); 2) ripeto che, quanto al «de» o al «ne», Lei è (ovviamente) liberissimo di fare ciò che piú L’aggrada; 3) quasi tutto può essere ridotto a un «fatto di gusto», ma qui stiamo –o almeno sto- (implicitamente) parlando della «pronuncia neutra» e, nella pronuncia neutra, la pausa che fa Lei non è raccomandabile –di piú: se pensiamo a «de/ne» + «lo», etc. come a un mero espediente _grafico_ per «dello», etc. in taluni contesti, allora sí che pronunciare quella doppia «l» scempia è un ingiustificato «introiaiamento» della pronuncia neutra; 4) da toscano a toscano, «introiaiare» o «intrugolare», non com’ha scritto Lei (un refuso?), ché –a quanto mi risulta- si può assai facilmente rendere qualcosa un «porcile», ma non una «scrofa» (...o una donna di facili costumi... o la patria d’Enea). ;-)

Autore : Infarinato - Email : p.matteucci@soton.ac.uk
Inviato il : 10/09/2003 alle 10.18.18


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