Accademia Accademia della Crusca
Cerca nel sito 
La lingua in rete > Forum
L'Accademia
Storia
Attività
Notiziario
Pubblicazioni
Biblioteca virtuale
La lingua in rete
Crusca in gioco

[ Forum ]

pronomi deiitici e anaforici

Creato il: 28/08/2003 alle 12.11.24

Messaggio

pronomi deiitici e anaforici
Vorrei conoscere il vostro parere su quanto ha scritto il Renzi nella sua Grande grammatica di consultazione (a proposito, chi l’ha letta?). Il Renzi attribuisce un valore deittico alla terza persona dei pronomi liberi (lui/lei), quando sono usati come complemento, e un valore anaforico alla terza persona dei pronomi clitici (lo/la/gli/le). Ad esempio: "Mario è arrivato e io gli ho detto una cosa". Il pronome “gli” è giustificato dal fatto che Mario è il referente noto della frase. Se dicessi: "Mario è arrivato e io ho detto una cosa a lui", quel “lui” avrebbe valore deittico, non si riferirebbe cioè a Mario, ma a un’altra persona. Fin qui il ragionamento del Renzi mi sembra assolutamente condivisibile. Il problema, secondo me, nasce con l’uso del clitico locativo “ci”. Prendiamo come esempio un'altra frase: "Un mese fa ho conosciuto una bella ragazza in un ristorante. Ieri sera ci sono andato a cena". Leggendo una frase del genere, il dubbio che sorge è questo: sono andato a cena con la ragazza, sono andato a cena in quel ristorante, o entrambe le cose? Per sciogliere il dubbio si rende necessario l’uso del pronome libero: "Ieri sera sono andato a cena con lei (proprio in quel ristorante)". Mi sembra dunque, che la regola proposta dal Renzi non trovi applicazione quando il clitico “ci” possa pronominalizzare sia un complemento di compagnia (ma anche di strumento) sia un complemento di luogo. Voi che cosa ne pensate?

Autore : nicola - Email : morgantini@provincia.grosseto.it
Inviato il : 28/08/2003 alle 12.11.24


Gli altri messaggi

pronomi deiitici e anaforici - nicola - (28/08/2003 12.11.24)




Forum
 
Copyright 2002 - Accademia della Crusca - Tutti i diritti riservati - Powered by Dada