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Una curiosità

Creato il: 12/08/2003 alle 16.18.34

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Una curiosità
Caro Iuio, in prima battuta vorrei rinviarLa all'intervento della Marzullo sulle pagine di questo stesso sito (http://www-old.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4369&ctg_id=44) e, in particolare, all'ultima parte del medesimo, in cui si riporta che, almeno secondo una delle descrizioni grammaticali piú recenti, la definizione del congiuntivo come «modo dell'irrealtà» sarebbe ormai superata, e si dovrebbe tornare a considerarlo come «modo della subordinazione» tout-court, o meglio di «certa subordinazione»: «subiunctivus», appunto. Dopodiché, vorrei attirare la sua attenzione al paragrafo in cui si ricorda che «reggono il congiuntivo i verbi che esprimono ‹una volizione (ordine, preghiera, permesso), un'aspettativa (desiderio, timore, sospetto), un'opinione o una persuasione›»... «persuasione» appunto, e quindi anche verbi quali «essere convinto, persuaso, sicuro». È vero che, oggigiorno, questi ultimi ammettono anche una costruzione con l'indicativo che non può piú considerarsi sbagliata (si veda ancora, piú sotto, l'intervento della Marzullo riguardo a certo uso del verbo «pensare»), ma l'impiego del congiuntivo nei casi dai Lei citati -nonché, appunto, in quello di «pensare» con l'indicativo citato dalla Marzullo- non è affatto sbagliato. Anzi, da toscano, Le dirò che la costruzione con l'indicativo in questi casi mi provoca serie lesioni ai timpani, ancorché non irreversibili come quando si utilizza un indicativo in un'oggettiva retta da «credere»... Per finire, Le faccio un'osservazione di carattere logico-sintattico, col che si chiude il cerchio e si torna appunto alla concezione originaria di «subiunctivus» come modo della subordinazione, il cui uso (nelle proposizioni dipendenti) è sempre determinato dal verbo (o la preposizione) reggente: se in un periodo del tipo «Mario è convinto che 2 + 2 faccia cinque» l'uso del congiuntivo è lecito, come può non esserlo in «sono convinto che ci sia...»? Mi spiego «per assurdo»: nelle frasi «dico che la terra è piatta» e «dico che la terra è rotonda», uso l'indicativo in entrambi i casi perché «‹dire› regge l'indicativo», a prescindere dalla verità dell'asserto. Allo stesso modo, nel momento stesso in cui io dico «sono convinto che», seleziono automaticamente il congiuntivo come modo della proposizione dipendente e non devo «aspettare» quest'ultima per sapere che modo verbale utilizzare –sintassi, appunto, non semantica, anche se, ovviamente, la prima ha le sue origini (profonde, ma spesso lontane) nella seconda... Ma allora –si chiederà forse Lei- non posso davvero usare l'indicativo con «sono convinto che»? Sí, certo, ma non a meno di fare una sorta di brachilogia per «sono convinto che sia... e [v'informo che] questa è la verità [secondo me]».

Autore : Infarinato - Email : p.matteucci@soton.ac.uk
Inviato il : 12/08/2003 alle 16.18.34


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