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Origine del raddoppiamento sintattico

Creato il: 19/02/2003 alle 12.24.14

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Origine del raddoppiamento sintattico
Sull'origine di questo fenomeno, trascurato in gran parte d'Italia, non vi è alcunché da aggiungere rispetto a quanto da Lei esposto. L'assimilazione della consonante finale con quella iniziale della parola successiva è un fenomeno piuttosto trasparente, almeno per chi abbia studiato la lingua latina. Restano di comprensione meno immediata le forme non (a prima vista) riconducibili a questa trasformazione. In realtà si tratta, per quello che posso saperne, di forme che procedono per analogia. Mi spiego: "dove" richiede di norma il raddoppiamento, probabilmente per via di quella "e" in analogia con la congiunzione stessa ("et"), quanto "che" ("quod") e quanto "come" ("ut, quam": come mai, come vieni /kome m'mai, kome v'vjεni/). Da notare, a margine, che se questi due avverbi vengono usati in funzione di soggetto ("il come e il dove") non generano il raddoppiamento. Nel caso di "qualche", mi viene da pensare che il raddoppiamento possa nascere, oltre che dalla esse dell'"aliquis" latino anche analogicamente per via del "che", quasi fosse sentito "qual + che". Attendo di sapere che cosa ne pensate.

Autore : Basilio Puoti - Email : triac24@hotmail.com
Inviato il : 19/02/2003 alle 12.24.14


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