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dite la vostra..

Creato il: 19/02/2003 alle 10.14.53

Messaggio

dite la vostra..
Tolgo dal messaggio precedente i "lapsus" più evidenti, scusandomi per avere scritto troppo frettolosamente! Non sono certo un’esperta, mi accorgo che in questo forum ci sono molti studiosi della materia. Ma insisto a dire la mia; d’altra parte, non è questo un “forum”?. Qualche tempo fa la nostra Accademia della Crusca ha sostenuto, con molta ragione, che il fondamento della norma grammaticale è lo stesso fondamento della “norma” per eccellenza, che è quella giuridica. Le leggi non possono essere avulse “dal comune sentire”, nel senso che, se non possono possono essere al di sotto del comportamento corrente ( che anzi, debbono tendere ad elevare), non possono neppure porsi troppo al di sopra, diventando incomprensibili. In termini linguistici ciò significa che quando una locuzione od un termine sono comunemente usati, essi diventano parte della lingua, anzi ne alimentano la ricchezza di lingua viva. Ho un po’ riassunto a senso ed a memoria, sperando di non alterare con il ricordo il significato della risposta. Ma ho sempre coltivato un dubbio su questa risposta, che ci porta ad accettare orrende sciatterie come “intrigante” al posto di coinvolgente, etc.. La risposta valeva e vale quando la lingua si trasformava lentamente, ed assorbiva in modo direi fisiologico le novità e le importazioni. E’ un po’ quello che succedeva alle piazze italiane, che lentamente nei secoli amalgamavano architetture medioevali, rinascimentali, settecentesche, cresciute lentamente, lentamente modificate e sedimentate nell’immagine della collettività, tanto che oggi tutto ci pare in splendida armonia. Invece le costruzioni e le trasformazioni odierne, troppo rapide e violente, alterano il paesaggio urbano e non urbano, la rapidità non lascia spazio alla sedimentazione ed alla trasformazione fisiologica . Tornando al linguaggio, che in passato avrà avuto i suoi punti di rottura per guerre ed invasioni, ma che poi ha avuto la possibilità di rivitalizzarsi sulle proprie radici, oggi è soggetto ad un vero bombardamento culturale. Mi sto riferendo ai pessimi vezzi di giornalisti, intervistatori ed intervistati. Cari amici, l’orecchio si abitua, purtroppo…ma è una violenza. E dopo dobbiamo accettare la violenza come norma? Trovo violento bombardare l’orecchio degli italiani con la cattiva sintassi di Costanzo ( non usa mai il congiuntivo), trovo violento dovere accettare l’uso sbagliato di “intrigante” ( che in italiano significa uno che si mette in mezzo con invadenza per tessere imbrogli o pettegolezzi, se non sbaglio; o sbaglio?); trovo violento che tutto questo, ed altro debba poi essere accettato come norma. Non sono certo un’esperta, mi accorgo che in questo forum ci sono molti studiosi della materia. Ma insisto a dire la mia; d’altra parte, non è questo un “forum”?. Qualche tempo fa la nostra Accademia della Crusca ha sostenuto, con molta ragione, che il fondamento della norma grammaticale è lo stesso fondamento della “norma” per eccellenza, che è quella giuridica. Le leggi non possono essere avulse “dal comune sentire”, nel senso che, se non possono possono essere al di sotto del comportamento corrente ( che anzi, debbono tendere ad elevare), non possono neppure porsi troppo al di sopra, diventando incomprensibili. In termini linguistici ciò significa che quando una locuzione od un termine sono comunemente usati, essi diventano parte della lingua, anzi ne alimentano la ricchezza di lingua viva. Ho un po’ riassunto a senso ed a memoria, sperando di non alterare con il ricordo il significato della risposta. Ma ho sempre coltivato un dubbio su questa risposta, che ci porta ad accettare orrende sciatterie come “intrigante” al posto di coinvolgente, etc.. La risposta valeva e vale quando la lingua si trasformava lentamente, ed assorbiva in modo direi fisiologico le novità e le importazioni. E’ un po’ quello che succedeva alle piazze italiane, che lentamente nei secoli amalgamavano architetture medioevali, rinascimentali, settecentesche, cresciute lentamente, lentamente modificate e sedimentate nell’immagine della collettività, tanto che oggi tutto ci pare in splendida armonia. Invece le costruzioni e le trasformazioni odierne, troppo rapide e violente, alterano il paesaggio urbano e non urbano, la rapidità non lascia spazio alla sedimentazione ed alla trasformazione fisiologica . Tornando al linguaggio, che in passato avrà avuto i suoi punti di rottura per guerre ed invasioni, ma che poi ha avuto la possibilità di rivitalizzarsi sulle proprie radici, oggi è soggetto ad un vero bombardamento culturale. Mi sto riferendo ai pessimi vezzi di giornalisti, intervistatori ed intervistati. Cari amici, l’orecchio si abitua, purtroppo…ma è una violenza. E dopo dobbiamo accettare la violenza come norma? Trovo violento bombardare l’orecchio degli italiani con la cattiva sintassi di Costanzo ( non usa mai il congiuntivo), trovo violento dovere accettare l’uso sbagliato di “intrigante” ( che in italiano significa uno che si mette in mezzo con invadenza per tessere imbrogli o pettegolezzi, se non sbaglio; o sbaglio?); trovo violento che tutto questo, ed altro debba poi essere accettato come norma. Non sono certo un’esperta, mi accorgo che in questo forum ci sono molti studiosi della materia. Ma insisto a dire la mia; d’altra parte, non è questo un “forum”?. Qualche tempo fa la nostra Accademia della Crusca ha sostenuto, con molta ragione, che il fondamento della norma grammaticale è lo stesso fondamento della “norma” per eccellenza, che è quella giuridica. Le leggi non possono essere avulse “dal comune sentire”, nel senso che, se non possono possono essere al di sotto del comportamento corrente ( che anzi, debbono tendere ad elevare), non possono neppure porsi troppo al di sopra, diventando incomprensibili. In termini linguistici ciò significa che quando una locuzione od un termine sono comunemente usati, essi diventano parte della lingua, anzi ne alimentano la ricchezza di lingua viva. Ho un po’ riassunto a senso ed a memoria, sperando di non alterare con il ricordo il significato della risposta. Ma ho sempre coltivato un dubbio su questa risposta, che ci porta ad accettare orrende sciatterie come “intrigante” al posto di coinvolgente, etc.. La risposta valeva e vale quando la lingua si trasformava lentamente, ed assorbiva in modo direi fisiologico le novità e le importazioni. E’ un po’ quello che succedeva alle piazze italiane, che lentamente nei secoli amalgamavano architetture medioevali, rinascimentali, settecentesche, cresciute lentamente, lentamente modificate e sedimentate nell’immagine della collettività, tanto che oggi tutto ci pare in splendida armonia. Invece le costruzioni e le trasformazioni odierne, troppo rapide e violente, alterano il paesaggio urbano e non urbano, la rapidità non lascia spazio alla sedimentazione ed alla trasformazione fisiologica . Tornando al linguaggio, che in passato avrà avuto i suoi punti di rottura per guerre ed invasioni, ma che poi ha avuto la possibilità di rivitalizzarsi sulle proprie radici, oggi è soggetto ad un vero bombardamento culturale. Mi sto riferendo ai pessimi vezzi di giornalisti, intervistatori ed intervistati. Cari amici, l’orecchio si abitua, purtroppo…ma è una violenza. E dopo dobbiamo accettare la violenza come norma? Trovo violento bombardare l’orecchio degli italiani con la cattiva sintassi di Costanzo ( non usa mai il congiuntivo), trovo violento dovere accettare l’uso sbagliato di “intrigante” ( che in italiano significa uno che si mette in mezzo con invadenza per tessere imbrogli o pettegolezzi, se non sbaglio; o sbaglio?); trovo violento che tutto questo, ed altro debba poi essere accettato come norma.

Autore : tota - Email : tota@anonimo.it
Inviato il : 19/02/2003 alle 10.14.53


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