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vado a letto...

Creato il: 19/12/2002 alle 15.48.52

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vado a letto...
L'uso della preposizione articolata non è proprio cosí generale, e Lei potrà evitare facilmente "il manicomio" (mi dispiacerebbe molto) andando a tavola prima d'andare a teatro e infine, stanco e soddisfatto, a letto (ho sentito anche dire, ma solo a Roma, "andare a studio", come sito distinto dall'abitazione). Forse, mentre il cinema e il bagno sono luoghi in sé, il letto, la tavola e il teatro sono intesi quali metafore d'una condizione o d'un'attività. Quando il letto è proprio un luogo, prende infatti il suo bell'articolo anche lui: per curarsi dall'influenza l'unico rimedio è "tenere il letto" (luogo), ossia "starsene a letto" (condizione esistenziale). Invece, se è il caso, è bene "tenere botta". Altro esempio: "andare alla spiaggia", ma "tornare a riva" (si esce dal mare, e piú che di luogo si cambia di condizione; però attenzione, l'"andare a riva" del gergo marinaro, che ha tutt'altro significato, è semplice adattamento dello spagnolo "andar arriba"). Non è questione d'articolo e credo d'averlo già ricordato, ma a Milano si distingueva l'«andare a teatro» (per vedere uno spettacolo, in un teatro qualsiasi) dall'«andare in teatro» (la Scala, piú spesso per farsi vedere e vedere "chi c'era"). L'infinita varietà della vita, della quale la parola è specchio e motore mobilissimo, mi rende impossibile essere "analogista".

Autore : Vittorio - Email : Vittorio.Mascherpa@rcm.inet.it
Inviato il : 19/12/2002 alle 15.48.52


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