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Pilotare la lingua?

Creato il: 08/10/2002 alle 15.40.35

Messaggio

Pilotare la lingua?
Sono d'accordo con lei. Non credo che sia utile a risolvere questo problema "costringere" gli italiani a far solo uso dei termini italiani; non è affatto democratico stabilire cosa e come si può dire e cosa invece no! (e poi sarebbe anche improduttivo se non controproducente visto che ciò che viene proibito suscita da sempre ancora più fascino). Credo che la prima cosa da fare sia, come ho detto in un messaggio, creare una coscienza linguistica, che faccia capire ai parlanti che quello che si dice in inglese può essere detto anche in italiano, e che anzi è opportuno riservare l'uso del termine inglese nei contesti che lo richiedono, perché eprimersi con termini stranieri anche tra italiani è negativo (mortificante) per la nostra lingua. Tuttavia una coscienza non basta, soprattutto se consideriamo che il ricorso al'inglese è spesso dovuto alla mancanza di termini tecnici italiani, dovuta a sua volta alla mancanza di un organo (che ha il suo corrispettivo francese nell'Académie Française) che si occupi di crearli. Per cui chiedere alle autorità di occuparsi concretamente del problema (con organi di vigilanza linguistica, senza alcuna costrizione nell'esprimersi), sia giusto, e ciò darebbe maggiore concretezza all'impegno. Tuttavia, è anche vero, come dice Riccardo (che ringrazio per il consenso e l'appoggio al mio intervento "messaggio per tutti") che contare su un eventuale futuro intervento dall'alto (CONSIDERANDO CHE SIAMO IN ITALIA) comporterebbe un'attesa troppo lungua se non infinita, e quindi trovo plausibile la sua proposta dei nostri personali interventi tesi a denunciare abusi linguistici inviando ai responsabili messaggi di disaccordo, o ancora, come dice tota, scivere alle autorita (statali e locali) esprimendo loro le nostre preoccupazioni, invitandoli a provvedere per rimediare. Insomma far sentire la nostra voce per un fine nobile; difendere la nostra lingua che, più di ogni altra caratteristica comune, ci rende un popolo. Quanto alla sua preoccupazione relativa ad un eventuale "pilotaggio della lingua", la condivido ma le comunico che ve ne è in atto già un altro... opposto a quello di cui lei ha parlato . Non credo infatti che la nostra lingua stia seguendo un naturale percorso di evoluzione attraverso uno spontaneo ricorso all'inglese. Credo piuttosto che il bombardamento di perole stranieri in tv (sia traduzioni inglesi di termini italiani, sia termini che troppo spesso purtroppo non hanno traducenti nella nostra lingua) da un lato, sia la mancanza di una terminologia tecnica italiana dall'altra, stiano forzando la nostra lingua a seguire la strada dell'impoverimento che, mi auguro, non sia destinato a diventare irrimediabile.

Autore : franco - Email : franko82@libero.it
Inviato il : 08/10/2002 alle 15.40.35


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