 |
> Forum |
|
|
[ Forum ]
«non nazionale»
Creato il: 28/07/2003 alle 20.27.57 |
|
 |
Messaggio
«non nazionale»
Come ha detto Ergo, non si tratta di significato ma di derivazione della parola 'euro'. Ormai è comunque lessicalizzata come invariabile - poi ognuno è libero, come ha detto Lei - di comportarsi come meglio crede. Secondo quanto ricavato da fonti certamente attendibili, la parola 'euro' deriva da 'Europa' ed è quindi abbreviazione. Ora, la grammatica dice che le abbreviazioni, in italiano, - parole accorciate - sono invariabili, sicché, che cosa c'è di strano a dire 100 euro? Se distinguiamo 'il radio - i radi(i)' da 'la radio - le radio', 'il moto - i moti' da 'la moto - le moto', che male c'è a distinguere, per analogia, 'l'euro - gli euri (venti)' da 'l'euro - gli euro (moneta)'? Per quanto riguarda l'inglese - sebbene non sia questa la sede acconcia - il più affidabile dizionario dell'uso (Cobuild) dà il plurale in 's' di 'euro' senza menzione di una possibile variante. E ho sotto mano le concordanze della 'Bank of English'(un corpus di oltre 400 milioni di occorrenze dell'inglese attuale), che trascrivo parzialmente: "notes and coins and change them into euros; shops' prices will be in both euros and old money; the monetary union would be issued in Euros from 1999; Surprisingly, the Euros had won; have their balance converted to euros; but for once the Euros were not at fault; we will only pay our police in euros; forging euros would be a doddle". Ma in inglese è logico, perché anche 'radio' fa 'radios' e 'auto' fa 'autos', e 'dynamo' fa 'dynamos', ecc. Temo che le direttive della comunità europea debbano fare i conti con le leggi di ciascuna lingua, e che non possano - non hanno, infatti, potuto - imporre norme che cozzano con le norme in quelle lingue vigenti.
Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 28/07/2003 alle 20.27.57
Gli altri messaggi
|
|
 |
 |
Forum |
|
|
|
| |
 |
| Copyright 2002 - Accademia della Crusca - Tutti i diritti riservati - Powered by Dada |
|
|
 |