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'Riandare' e 'Tale'

Creato il: 26/07/2003 alle 22.30.23

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'Riandare' e 'Tale'
Il verbo 'riandare', usato transitivamente, nel significato letterario di "ripercorrere con la memoria, ripensare, rimeditare, rimuginar nella mente" segue la coniugazione regolare 'io riando, tu riandi, egli rianda...'. Strano che solo il "Grande dizionario illustrato della lingua italiana" in due volumi di Aldo Gabrielli lo specifichi. Mentre il Battaglia riporta molti esempi di tali forme, non ne fa menzione nella coniugazione. Usai 'rianda' nella mia tesi ("impressioni vissute, che il poeta rianda come per risalire alla sorgente della dolcezza provata, e coglierne l'essenza recondita.") e mi fu criticato, ma non lo cambiai. Come avvertite tale forma? A me forse suona bene anche in forza dell'espressione fiorentina 'anda e rianda' (andata e ritorno). L'altra mia richiesta di parere riguarda il preporre all'articolo indeterminativo il 'tale intensivo' ("...trascina il poeta in tale un'estasi che i punti di contatto con la realtà vengon meno..."); Serianni, nella sua "Grammatica italiana" (VII, §165b) dice che "può aversi l'articolo indeterminativo, anteposto o posposto a 'tale' ('tale una gioia' Cassola, La ragazza di Bube, 234)". Eppure mi fu criticato anche questo - che, beninteso, mantenni. Sia ben chiaro che mi riferisco qui a un uso letterario e non comune. Sarei felice di sentire qualche vostro parere.

Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 26/07/2003 alle 22.30.23


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