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dubbio con i contrari

Creato il: 21/03/2003 alle 16.29.45

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dubbio con i contrari
No, non ci sono regole. In particolare con la "a", bisogna stare molto attenti; in molte parole deriva da una preposizione latina: "ad", come in ascendere, che non Ŕ esattamente il contrario di scendere, o "ab", come in "assoluto", che non Ŕ certo il contrario di "soluto" ( = sciolto): quasi sempre la "a" cambia il significato, in modi diversi, ma non forma il contrario. Quando la "a" forma davvero il contrario, deriva invece dal greco ed Ŕ talvolta seguita da una "n": questo tipo di contrari Ŕ piuttosto raro tra le parole d'uso comune. Anche la "s" non serve propriamente alla formazione dei contrari: schiudere non significa davvero aprire, ma solo "aprire poco poco". Pi¨ frequente, per la formazione dei contrari, Ŕ in italiano il prefisso "in": stÓbile/instÓbile, sic¨ro/insic¨ro, comprensýbile/incomprensýbile, Ŕquo/inýquo, amýco/inimýco => nemýco, ecc. (scrivendo normalmente, noi non segniamo per˛ tutti questi accenti). Ma, ripeto, non esiste una regola generale. Altre due cose: in italiano non si mette il punto interrogativo rovesciato all'inizio della frase, ma solo quello alla fine; e oggi "esempio" si scrive con una sola "s". Saluti.

Autore : Vittorio - Email : Vittorio.Mascherpa@rcm.inet.it
Inviato il : 21/03/2003 alle 16.29.45


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