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Genere dei fiumi

Creato il: 20/03/2003 alle 13.25.37

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Genere dei fiumi
Gentilissimo academo, La ringrazio molto, e prendo atto che oggi il nome del fiume Secchia è usato prevalentemente al maschile. Colgo però l'occasione per dire qualche altra cosa. Il Tassoni lo concordava al femminile: per esempio, dove è descritta la collocazione di Modena tra il «bel Panàro e le sue limpid'acque» e l'altro, tortuoso e capriccioso fiume, l'edizione coordinata dal Muscetta recita (il soggetto della frase è Modena): «Secchia ha da l'aquilon, che si confonde / ne' giri, che mutar sempre le piacque; / divora i liti, e d'infeconde arene / semina i prati e le campagne amene». Un riferimento per contrasto a questi versi ravviserei in un passo del libretto per il mozartiano 'Ascanio in Alba', che loda, trasposti nell'antico Lazio, gli «ameni colli», i «puri stagni» e le «correnti acque feconde» del «verde piano» lombardo: sentendo qualche anno fa quest'epitalamica "serenata drammatica", mi sono chiesto se il Parini, autore dei versi, non abbia inteso, con un'esplicita contrapposizione al Tassoni, presentare il piú diplomaticamente possibile la pillola propinata all'ultimo Este di Modena, "promosso" governatore della Milano austriaca, ma di fatto rimosso e "pensionato" in quel di Varese in seguito del matrimonio di sua figlia con un cadetto di Maria Teresa, la cui celebrazione segnò appunto il maggiore successo di Mozart in Italia (e gli attirò la gelosia del vecchio Hasse). Proprio la Secchia femminile consente il gioco con l'«infelice e vil secchia di legno» che è, come Lei ricorda, il vero argomento del poema. Dal punto di vista linguistico, quest'ambiguità tra "Secchia" e "secchia" sembra dovuta alla perdita, avvenuta nel corso del medioevo, della distinzione tra l'antico nome latino del fiume, 'Secula', legato a 'secare', e quello, corrotto e piú recente, di 'Situla', ricalcato sul nome d'un comune tipo di recipiente per liquidi (questa forma latina è ancora immediatamente percepibile nel milanese "sidèll"). Secondo il 'Dizionario di toponomastica' UTET (anche se non imbarazzante, l'ineffabile anonimo m'ha indotto a una piccola ascensione lungo gli scaffali dei miei libri), la forma originaria scompare definitivamente a partire dal 1160, cinque secoli e mezzo prima del poema del Tassoni (il lemma del dizionario è siglato da Carla Marcato). Per assumere il nome della secchia, la Secchia non ebbe nemmeno bisogno di cambiare genere: anche 'Secula' (sic) era femminile. Probabilmente maschile era invece un altro nome antico del fiume, meno frequentemente attestato: "Gabellus", sul quale la Marcato espone due contrastanti ipotesi; nel corso dei millenni, di questo nome sembra però essersi perduta ogni traccia. La concordanza al maschile, oggi prevalente ma non totalitaria, segna quindi un allontanamento sia dall'originale latino 'Secula', sia dalla sua corruzione basso-medievale 'Situla'.

Autore : Vittorio - Email : Vittorio.Mascherpa@rcm.inet.it
Inviato il : 20/03/2003 alle 13.25.37


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