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Storia dell'accento grafico

Creato il: 08/03/2003 alle 21.16.50

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Storia dell'accento grafico
E' un quesito interessante, anzi a dire il vero sono due. Infatti si sottintende che esistano norme ortografiche in italiano. Ma vero questo? Oppure, che significato hanno le norme ortografiche in italiano? Accantonati provvisoriamente questi dubbi, ricordo (spero che questa volta la memoria non mi faccia scherzi perch non ho ancora controllato) che la grammatica del Migliorini, sulla quale ho studiato alla scuola media inferiore (ancora quella ferocemente selettiva di Bottai) negli anni 1956-59, distingueva preliminarmente tra accento fonico e accento tonico e poi specificava i casi in cui si deve segnare nella scrittura corretta l'accento tonico, mentre l'indicazione di quello fonico era riservata agli appositi repertori. Il simbolo dell'accento tonico era sempre quello discendente verso destra, mentre per l'accento fonico ne esistevano ovviamente due. Da queste premesse si pu forse comprendere perch una grammatica "vetusta" usi sistematicamente "" nel testo, pur distinguendo tra "" ed "": siamo di fronte a simboli graficamente uguali, ma di significato concettualmente diverso. Per proseguire in modo oggettivo, devo approfondire l'argomento e mi riservo di farlo; per il momento aggiungo solo qualche considerazione congetturale, cercando di motivarla come posso. Anche quando ero alla scuola media inferiore, la massima parte dei testi a stampa presentavano le "e" accentate con due simboli diversi; inoltre erano ancora prevalenti gli accenti acuti (ascendenti verso destra) per le i e le u, essendone i suoni intrinsecamente "chiusi". Credo quindi (e qui congetturo) che la posizione del Migliorini e, suppongo di Battaglia e Pernicone, fosse a met '900 non "vetusta", ma innovativa. La semplificazione proposta non prese piede, anche se io ricordo d'aver usato, per decenni e senza "censure", solo la "" per indicare l'accento tonico quando previsto. Nelle buone edizioni a stampa degli ultimi cinquant'anni invece costante la distinzione tra "" ed "", "normale" (anche se forse non "normata") anche oggi. A un certo punto scomparvero per quasi completamente le "" e le "". Quando? Una svolta epocale ha rappresentato per me l'edizione critica einaudiana dell' 'Opera in versi' di Montale a cura di Contini e Bettarini (1980): le "" e le "" vi sono usate anche per i testi sino alla 'Bufera' compresa, che nei volumetti dello 'Specchio' mondadoriano pubblicati fino almeno a met degli anni '60 avevano invece le "" e le "". Si noti che di questa modificazione grafica non si fa cenno nell'apparato di un'edizione che pur si presenta come critica. Dicevo che le "" e le "" sono scomparse non del tutto, ma quasi. Per esempio, Einaudi le usa ancora sistematicamente nella collana della Pliade e talvolta in altre collane. E' abbastanza curioso che questi accenti acuti siano usati di regola da un prosatore con forte connotazione sperimentale come Emilio Tadini (Einaudi Supercoralli), anche nel postumo 'Eccetera'. Devo ora cercarmi un buon microscopio per gli ultimi decenni e un discreto cannocchiale per i secoli precedenti.

Autore : Vittorio - Email : Vittorio.Mascherpa@rcm.inet.it
Inviato il : 08/03/2003 alle 21.16.50


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