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dieresi e Umlaut

Creato il: 05/03/2003 alle 15.52.02

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dieresi e Umlaut
L'uso di "dieresi" anche per il simbolo che indica la metafonia d'una vocale è riferito, senz'ambiguità né limitazioni, sia dal Battaglia sia da Aldo Duro ('Vocabolario Treccani') tra le "subaccezioni" («segno diacritico») della prima accezione dell'esponente "dieresi", quella linguistica. Il Duro ne cita anche l'uso per indicare i puntini sovrapposti a vocali nelle traslitterazioni. Tra gli esempi letterari riportati dal Battaglia, almeno quello di Montale, bonaria presa in giro d'un poeta della domenica ("ogni suo verso conteneva almeno due dieresi"), e quello di Marino Moretti («...la dieresi di Göthe») si riferiscono, a mio parere, al significato "grafico". Invece, non mi risultano assumere mai questo significato né "diérèse" né "Diärese": Francesi e Tedeschi indicano i due puntini sovrapposti a vocali con i termini "tréma" e, rispettivamente, "Trema", ma solo se il fenomeno fonetico che s'intende segnalare è proprio una dieresi. Per il medesimo scopo, i Tedeschi s'avvalgono anche dei composti "Trennpunkte" e "Trennpünktchen", con un riferimento all'idea di "separazione" immediatamente percepibile anche dai germanofoni non colti (forse lo si può dire anche per "Trema"). Il 'Deutsches Wörterbuch' Wahrig (edizione 2000) cita in apparato, sotto l'esponente "diakritisches Zeichen", l' 'Umlautzeichen' (= segno di raddolcimento), cioè i nostri due puntini. Come ho già riportato, le vigenti regole ufficiali per l'ortografia tedesca parlano semplicemente di "Umlautbuchstaben" (= caratteri alfabetici per esprimere il raddolcimento). Nella 'Grammatik' della Duden (par. 82 dell'edizione 1984) si leggeva »...wird der Umlaut lediglich durch zwei Punkte angezeigt.«, ma non viene attribuito alcun nome ai due punti. Con esattezza che forse non Le dispiacerà, il vecchio 'Corso completo di lingua tedesca' di Alfero e Haas (Società Anonima Editrice Dante Alighieri, Genova-Roma-Napoli-Città di Castello, 1942-XX, vol. primo, pag. 4, par. 8) recitava, sotto il titoletto "Modificazione delle vocali": «Siffatto raddolcimento si indica ponendo sulle vocali stesse il segno che in italiano usiamo per indicare la 'dieresi' (oppure, in certi caratteri tipografici, una piccola 'e')». Diversamente da quel che è evidente per l'italiano "dieresi", i dizionari tedeschi che ho consultato non attribuiscono mai un significato grafico a 'Umlaut'. Osservo che i traducenti "tecnici" metafonia e metafonesi sono già usati per il termine 'Umlaut', accanto al piú comune "raddolcimento", nella terza edizione lipsiense del Rigutini-Bulle (Tauchnitz: 1902), in questo identica alla sesta milanese (Hoepli: 1920). Anche un recente vocabolario tedesco-inglese con destinazione espressamente "di consumo" traduce 'Umlaut' con l'impeccabile «(vowel) mutation». Va detto che alcuni dizionari italiani, tra i quali il Treccani e lo Zingarelli (XI edizione), attribuiscono a 'Umlaut' anche il significato grafico: ma si tratta appunto di dizionari italiani, che registrano un uso italiano. Qui da noi non è purtroppo infrequente sentir dire, per esempio, "Apfel al plurale prende l'Umlaut"; ma, a mio parere, la frequenza non elimina l'improprietà: molto migliore sarebbe persino "...fa l'Umlaut" (mentre compatibile con il significato italiano, seppure, convengo, non ideale, sarebbe "...prende la dieresi"). Aggiungo che un interessante esempio di notazione mista (con caratteri "latini") dell'Umlaut si trova nella prima edizione venale dell'autobiografia di Richard Wagner (Bruckmann, München, 1911). Alle lettere maiuscole viene posposta la 'e', mentre a quelle minuscole, anche in inizio di parola, vengono sovrapposti i due puntini; ho anche notato che nel testo non viene usato il simbolo della 'scharfes Ess', presente invece nella breve presentazione (firmata) del libro, anch'essa in caratteri "latini", ma corsivi. Questa diversa scelta grafica sembra quasi alludere alle "censure" che, leggo nell'edizione italiana del Mila, avrebbero caratterizzato l'edizione venale rispetto a quella "per amici", diffusa vivente Richard e poi quasi totalmente ritirata, si vuole con grande zelo, dalla famiglia (peraltro l'autore presenta il testo come "scritto immediatamente sotto dettatura": dalla Cosima, evidentemente ottima come stenografa oltre che come amministratrice...). Visto il nessun interesse che hanno suscitato le questioni che abbiamo affrontate, Le risponderò in privato sugli altri due punti del Suo ultimo intervento.

Autore : Vittorio - Email : Vittorio.Mascherpa@rcm.inet.it
Inviato il : 05/03/2003 alle 15.52.02


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