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Raddoppiamento fonosintattico

Creato il: 18/11/2004 alle 19.01.36

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Raddoppiamento fonosintattico
La questione del raddoppiamento fonosintattico è alquanto spinosa. Parto un po' da lontano. In un suo intervento, apparso su Lingua Nostra nel 1969, Alfonso Leone si chiedeva perché le grammatiche, tra le quali mi pare rientri, oggi, anche quella del Serianni (sebbene allora non fosse ancora stata pubblicata), suggeriscono di scrivere po' coll'apostrofo ma pie' coll'accento (piè). Egli stigmatizzava quest'uso e lo tacciava (dal mio punto di vista, a ragione) come un'incoerenza. Infattti, dato che tutti i monosillabi bivocalici (può, piú, già) tendono a presentarsi come forme accentate, su questa scia molti grammatici suggerirono e suggeriscono la scrizione piè in luogo di pie'. A prova di ciò s'adduce l'evidenza che tutte le parole appartenenti alla suddetta classe (oltre a tutte le parole accentate in genere) mostrano il raddoppiamneto fonosintattico: ma pie' non sempre (per esempio, Piedimonte no; e ce ne sono altri, che al momento non mi sovvengono). Infatti, ci sono delle forme che oscillano e delle quali si può dire che il raddopiamneto fonosintattico non sia "regola" della lingua. Po' rientra nel loro novero. Già il Leone sosteneva che su po' - a quanto ne sapeva lui - c'erano differenze tra un'area e l'altra. Questo però non vuol dire che le parole apocopate non abbiano il raddopppiamento: infatti mo' ce l'ha, e anche ca' e fra'. Quindi non ha senso chiedersi perché tra due forme apostrofate (po' e mo') una abbia il raddoppiamento ed un'altra no. Infatti, l'apostrofo non indica nulla piú dell'apocope, che non ha nulla che vedere col raddoppiamento fonosintattico. Per questo la risposta alla sua domanda è che po' è un'eccezione punto e basta, non c'è altro perché: la lingua ha delle regole, ma non si lascia mai imbrigliare del tutto da esse. Quello che un grammatico dovrebbe fare è non tanto di eliminare le eccezioni, quanto di normalizzarle nell'ambito della lingua stessa. Per questo sarebbe meglio, e qui torno alla proposta del Leone, lasciare l'accento sui polisillabi tronchi, dove la consapevolezza dell'apocope orami non è piú (virtú

Autore : incarcato - Email : weimar@tin.it
Inviato il : 18/11/2004 alle 19.01.36


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