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occidit qui non servat
Creato il: 19/09/2004 alle 13.44.38 |
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occidit qui non servat
È da dire che rispetto al codice primario del linguaggio orale, la scrittura rappresenta un codice di secondo grado. Un grande traguardo del codice scritto sarebbe allora di raggiungere la perfetta corrispondenza colla lingua parlata (ragionando ipoteticamente in una dimensione atemporale e a-storica). Noi italofoni saremmo anche piuttosto fortunati, in quanto che non si presenta una forte divaricazione tra lingua parlata e scritta. Senza un grande sforzo d'adattamento sarebbe gratificante poter avere un uso dei segni diacritici (ché di quelli si parlava, a quanto ho inteso) più rigoroso, nel « bel paese là dove 'l sì suona». Capita per esempio spesso di visitare od attraversare paesini che dai cartelli stradali non si sa come chiamare, perché manca l'accento a risolvere i dubbi. Portentoso -sebbene utopico - sarebbe poi riprendere i suggerimenti di Trissino (o Salvini), che riscorse alle lettere "ε" per la "e" chiusa e "ω" per la "o" aperta (usata poi per la chiusa). Temo che ci si dovrà accontentare non di leggi, ma di mozziconi.
Autore : incarcato - Email : weimar@tin.it
Inviato il : 19/09/2004 alle 13.44.38
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