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«stare» e «essere»
Creato il: 11/09/2004 alle 18.48.34 |
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«stare» e «essere»
La differenza tra «essere a letto» e «stare a letto» è pacifica: nel primo caso si indica dove ci si trova, e nel secondo, che ci si rimane. Con la dieta, le cose non sono cosí inequivocabili. Direi che pronunciando la frase «Sono a dieta» s’intende sottolineare il rifiuto di un’offerta, del tipo «Vuole un’altra fetta di torta?»; mentre «stare a dieta» esprimerebbe piuttosto conformità a una decisione: «D’ora in poi starò a dieta», «Devo stare a dieta». «Stare» indicherebbe in questi casi il perdurare (auspicato o imposto) d’uno stato, laddove «essere» porrebbe l’accento sull’attualità di una situazione in corso: «Oggi sono a dieta» (ma forse domani no). Due esempi letterari:
«Ora la mi voleva un poco di bene e io, per chiarirmene affatto e far ciò che io voleva, mi finsi amalato e, avendo ordinato un medico finto e che era un mio amico, che mi portasse nascostamente da mangiare, stetti a dieta forte quattro giorni e mi abandonò per ispacciato, per ciò che io non voleva pigliar nulla.» (Anton Francesco Doni [1513-1594], I marmi.)
«O terga rosolate e fumiganti / Lungo il divino Egeo! / Oggi noi siamo a dieta, e sempre avanti / Ci dan questo cibreo: / Questo cibreo del cuore, in verso e in prosa, / Co ’l solito guazzetto / Di quella sua secrezion mucosa / Che si chiama l’affetto.» (Carducci, Intermezzo.)
Ma queste sfumature, di là dai vocabolari, vanno apprese dall’uso, come ho piú volte ripetuto. E il «meglio uso» non è certo quello della televisione, o della radio, o dei giornali.
Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 11/09/2004 alle 18.48.34
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