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«stare» e «essere»

Creato il: 09/09/2004 alle 18.11.04

Messaggio

«stare» e «essere»
Si può leggere in questo sito una scheda dell’Accademia (tratta da Il Salvaitaliano), che riporto qui sotto (cfr. http://www-old.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4013&ctg_id=44 ):

«Il verbo
stare è usato spesso al posto del verbo essere, soprattutto in frasi che esprimono il comportamento o lo stato d’animo d’una persona: «Stare attento», «Stare in ansia», «Stare sulle spine», oppure in frasi che contengono un ordine o un’esortazione: «Stia zitto!», «Sta’ seduto», o in frasi fatte: «Se le cose stanno così...» In questi casi l’uso di stare al posto di essere è legittimo e corretto; in altri casi i due verbi non sono intercambiabili: non si può dire o scrivere «Sto nervoso», «Sta assente», «Il lavoro sta fatto bene».
L’abitudine di sostituire
stare a essere è di origine meridionale; per questo carattere di accentuata regionalità va evitata negli usi ufficiali e formali. In famiglia e con gli amici, invece, potete stare..., più rilassati.
A proposito: approfittiamo dell’occasione per ricordarvi di nuovo che la persona del verbo si scrive
sto e non stò […].»

Anzitutto, preciso che le considerazioni che seguono valgono per la lingua nazionale, non per gli italiani regionali (in cui vigono usi variabili).

Nel senso di «trovarsi in un dato luogo», riferito a oggetti, c’è tra i due verbi una sfumatura:
essere esprime la collocazione con riferimento al momento dell’enunciazione, mentre stare denota la collocazione abituale; si confrontino queste due frasi:

(1) Le forbici sono nel primo cassetto a destra dell’acquaio [indico dove sono ora, non necessariamente di solito].
(2) Le forbici stanno nel cassetto a destra dell’acquaio [indico dove sono normalmente riposte].

Se ci si riferisce a persone, il verbo
stare, nell’uso moderno neutro — diversi, in parte, gli usi passati —, ha generalmente il senso di «soggiornare», «risiedere», o indica la positura, o, ovviamente, le condizioni di salute. Poi ci sono le espressioni idiomatiche, inalterabili.

Mi sembra che le due frasi da lei proposte abbiano un significato lievemente diverso: «Sono contento di essere qui» = «Sono contento di trovarmi qui [in questo preciso momento]»; «Sono contento di stare qui» = «Sono contento di soggiornare qui». Nella prima frase si esprime la collocazione nello spazio e nel tempo; nella seconda, si sottolinea invece la permanenza nel luogo di cui si parla (sicché, invitato a cena a casa di amici, io userei sempre la prima: la seconda potrebbe essere interpretata male da qualche animo permaloso).

I rapporti tra i due verbi sono complessi, e non sempre chiari, anche per gli influssi regionali. Ma frasi come «Dove stai?» (nel senso di «Dove ti trovi?») o «Non ci sta nessuno» (per «Nessuno è presente») non sono accettabili nell’italiano sovraregionale.


Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 09/09/2004 alle 18.11.04


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