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Devoto-Oli 2004-2005

Creato il: 05/08/2004 alle 10.37.33

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Devoto-Oli 2004-2005
Riprendendo il mio intervento sul termine 'autoconsistente', in cui accennavo ad alcuni dizionari recenti, vorrei permettermi di segnalare l'uscita della nuova edizione 2004-2005 del 'Dizionario della lingua italiana' di Giacomo Devoto e Giancarlo Oli (Firenze, Le Monnier, 2004, a cura di Luca Serianni e Maurizio Trifone), che contiene alcune centinaia di interventi sulle voci di filosofia (ma anche di linguistica, psicologia, politica, teologia, ecc.), operati da chi scrive. Ad essi si affiancano varie migliaia di "rivisitazioni" dei lemmi afferenti a diverse discipline scientifiche, dalla fisica alla biologia, dalle scienze mediche alla chimica. Alcuni termini sono definiti in modo più ampio e preciso perfino rispetto a vocabolari della lingua italiana in più volumi, come il Treccani e il De Mauro, in modo forse un po' inusuale per un dizionario "generalista", ma del tutto conforme all'esigenza di coprire un'ampia gamma di neologismi non effimeri, e non solo quelli imposti dalle mode correnti. Sono stati particolarmente curati alcuni settori della filosofia contemporanea, dalla filosofia della mente a quella del linguaggio, in sintonia con l'attenzione per il lessico scientifico che caratterizza il dizionario. Cfr.: http://www.lemonnier.it/dizionari/index.html Incollo qui di seguito sei voci (due comprese nell'appendice delle locuzioni latine, non limitate, come si può osservare, al latino classico: si tratta addirittura di due termini che hanno ricevuto nuovi significati nella filosofia della mente contemporanea, a testimonianza della persistente vitalità del latino.) come specimina dell'accuratezza degli interventi sui lemmi di filosofia. Sarei molto lieto se qualcuno dei partecipanti al forum intervenisse per esprimere il suo parere. Prof. Teodosio Orlando - dottore di ricerca in filosofia - Liceo classico statale "Dante Alighieri", via Ennio Quirino Visconti 13, - ROMA. Lemmi dal Devoto-Oli 2004-2005: epistemologia s. f. 1. Lo studio critico della natura e dei limiti della conoscenza scientifica, con particolare riferimento alle strutture logiche e alla metodologia delle scienze; negli ultimi decenni, per influsso del corrispondente termine inglese, anche in italiano la parola viene sempre più usata per designare la teoria generale della conoscenza, divenendo così sinonimo di gnoseologia. ~ Epistemologia evoluzionistica, formulazione della teoria della conoscenza che interpreta la crescita del nostro sapere in termini darwiniani, nel senso che esso si svolge in modo analogo a quello dell’evoluzione biologica, cosicché diventano definitive soltanto quelle ipotesi che hanno resistito in una sorta di lotta ideale con ipotesi meno adatte. ~ Epistemologia naturalizzata, secondo il filosofo W. V. O. Quine (1908-2000), tendenza ad affrontare i problemi della conoscenza umana in termini di processi e relazioni naturali, riconducendoli all’interno di una scienza empirica, in particolare la psicologia. 2. Epistemologia genetica, disciplina introdotta dallo psicologo Jean Piaget (1896-1980), che studia i processi cognitivi umani ricostruendo le fasi del loro sviluppo nell'individuo, dall'infanzia all'età adulta. [Comp. del greco epistéme ‘conoscenza’ e -logia]. 1933 idealismo s. m. 1. Ogni concezione filosofica che identifica nelle idee il principio e l'oggetto della conoscenza: idealismo empirico, che considera l'esistenza della realtà materiale non falsa, ma semplicemente indimostrabile. ~ Idealismo soggettivo, che individua il fondamento della realtà nei contenuti della coscienza; Idealismo trascendentale, che, pur non negando l'esistenza della realtà esterna, considera proprie del soggetto pensante le condizioni con cui vengono pensati i fenomeni, i quali non posseggono alcuna esistenza autonoma prima che vengano determinati a priori dalla sintesi conoscitiva. • Idealismo classico, corrente del pensiero filosofico, sviluppatasi nella cultura europea tra la fine del sec. XVIII e l'inizio del XIX, in stretta connessione con il Romanticismo, volta a ricondurre ogni realtà al contenuto del pensiero, non di un soggetto singolo, ma dell'umanità intera, intesa come spirito assoluto. 2. Predominio di elementi astratti e staccati dalla realtà nell'atteggiamento di un individuo. [Der. di ideale, sul modello del fr. idéalisme]. 1798 ontologia: s. f. ~ La dottrina filosofica relativa ai caratteri universali dell'ente, corrispondente alla ‘prima filosofia’ del più maturo Aristotele, detta poi ‘metafisica’: è tradizionalmente considerata il fondamento di ogni sistema oggettivistico • Nella filosofia analitica, teoria che stabilisce i criteri di esistenza di determinate entità a partire da un linguaggio formale. ~ Ontologia formale, nozione introdotta da Edmund Husserl (1859-1938) e poi estesasi a varie teorie logico-matematiche, per designare lo studio delle strutture e delle relazioni formali presenti nelle singole scienze, nell’ambito della costruzione di una teoria formale degli oggetti in generale, coincidente con una semantica per un linguaggio logico al cui interno risultino riformulabili le diverse teorie (matematica, scienze naturali). ~ Ontologia regionale, nella filosofia di Edmund Husserl, ciascuna delle discipline fenomenologiche deputata a determinare le strutture ideali delle singole scienze e delle rispettive regioni dell’essere. [Comp. di onto- e -logia]. sec. XVIII. realismo s. m. 1. com. Senso della realtà nella sua concretezza (contrapposto a idealismo, fantasia, illusione): affrontare una situazione con coraggioso realismo; il ministro ha tracciato con lucido realismo il quadro della nostra economia; realismo politico, l'adeguarsi dell'uomo politico alla realtà interna o internazionale del momento, il perseguire la politica delle ‘cose’ indipendentemente da impostazioni ideologiche o da problemi morali. 2. Nella filosofia scolastica (contrapposto a nominalismo e a concettualismo), posizione che sosteneva la realtà oggettiva dei concetti universali o come trascendente agli individui o come immanente negli individui: il realismo di sant'Anselmo • Nella filosofia moderna, contrapposto a idealismo, ogni dottrina che consideri esistente l'oggetto della conoscenza, indipendentemente dall'attività conoscitiva: realismo logico o critico; realismo fenomenologico • part. Realismo empirico, secondo Immanuel Kant (1724-1804), la tesi per cui i corpi esistono nello spazio come un dato di fatto indeducibile dalla semplice ragione (contrapposto al realismo trascendentale, secondo cui spazio, tempo e fenomeni sono cose in sé). ~ Realismo ingenuo, la tesi del senso comune che crede all'esistenza indubitabile degli oggetti dell'esperienza esterna. ~ Realismo metafisico, la tesi per cui la realtà è costituita da una totalità fissa di oggetti indipendenti dalla mente e dai nostri schemi concettuali. ~ Realismo interno, secondo il filosofo americano Hilary Putnam (1926- ), la tesi per cui la maggior parte delle teorie scientifiche sono vere perché la realtà è strettamente correlata al quadro teorico che si assume, ossia alla versione del mondo interna ai nostri schemi concettuali. ~ Realismo semantico, la tesi per cui la verità è definibile nei termini di una relazione di corrispondenza biunivoca tra le strutture del linguaggio e quelle della realtà oggettiva. • Nella storia della pedagogia, l'indirizzo, opposto a quello classico formale, che affermando l'esigenza di un sapere utile alla vita, sostiene metodi didattici fondati sulla natura e sull'intuizione diretta della realtà. 3. In letteratura, tendenza, più o meno consapevole e programmatica, a rappresentare, senza idealizzarla, la realtà nei suoi aspetti concreti e sensibili, in quanto implica osservazione della vita quotidiana o considerazione della vita sociale nei suoi aspetti e problemi: il realismo di Balzac, di Tolstoj; il realismo del secondo Ottocento • anal. Nelle arti figurative (contrapposto spec. ad accademismo, astrattismo), ogni tendenza a rappresentare il reale nelle sue forme concrete o nei suoi contenuti ideologici: il realismo del Caravaggio; il realismo del cinema francese degli anni Trenta • part. Realismo socialista, l'indirizzo estetico adottato a partire dal 1930 nell'Unione Sovietica e in alcuni paesi socialisti europei, volto a raffigurare, esaltandoli, i caratteri esemplari della società socialista e i valori dell'ideologia comunista. [Der. di reale]. 1872. homunculus s. m., lat. 1. Presunto mostruoso omiciattolo frutto di un procedimento pseudo-chimico indicato da Paracelso (1493-1541). 2. estens. Creatura di proporzioni mostruosamente ridotte e deformate. 3. Rappresentazione, secondo una mappa proporzionale, delle varie funzioni del cervello umano, part. quelle motorie e quelle sensoriali. ~ Fallacia dell'homunculus, Si designa così, in filosofia della mente, ogni teoria che spieghi i fenomeni mentali attribuendoli a una sorta di agente interno le cui proprietà essenziali coincidono con i fenomeni da spiegare, che restano così privi di una giustificazione definitiva; a livello euristico, tali tentativi possono essere ricondotti all'idea che vi sia un essere umano minatiurizzato all'interno della nostra mente il quale possa interpretare le sue rappresentazioni per conferire loro un senso: ma una simile ipotesi comporterebbe un regresso all'infinito, perché bisognerebbe postulare un altro essere all'interno del primo e così via. [Lat. homùnculus, dim. di homo -inis ‘uomo’; propr. "omiciattolo"]. qualia pron. lat., in it. s. m. pl. ~ Gli aspetti dell'esperienza soggettiva che presentano una dimensione irriducibilmente qualitativa. • Problema dei qualia invertiti, nella filosofia della mente, esperimento mentale consistente nell'ipotizzare un organismo con stati funzionali simili ai nostri, ma nel quale, ad es., il dolore provoca la sensazione che noi associamo al piacere (se il dolore non provoca nessuna sensazione si parla di qualia assenti). [Dal lat. qualia, pl. neutro di qualis, quale, ‘quale’].

Autore : Teo - Email : teo.orlando@tiscalinet.it
Inviato il : 05/08/2004 alle 10.37.33


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