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la soprano

Creato il: 12/07/2004 alle 11.49.07

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la soprano
Invece di parafrasare, propongo il testo integrale, per chi avrÓ pazienza.

ź
Soprano era in origine aggettivo, disceso da un latino volgare superanus, poi contratto in supranus, da super, sopra. Alla lettera, che sta sopra, superiore. “VÝdil seder sopra il grado soprano”, dice Dante dell’angelo che siede sul gradino pi˙ alto della porta del Purgatorio. Vive ancora nell’uso letterario; per esempio, leggiamo nell’Innocente di D’Annunzio: “Attinsero le altezze soprane”, cioŔ le massime altezze; e s’incontra in qualche top˛nimo per indicare una localitÓ situata in posizione dominante rispetto ad altra localitÓ omonima: Vezzano Soprano, PetralÝa Soprana, in opposizione a sottano (da un latino volgare subtanus, da subtus, sotto, donde anche il femminile sottana, propriamente “veste che si mette sotto un’altra veste”). Aggiunger˛ che da soprano si fece la variante sovrano, cosÝ come da sopra si era fatto sovra, e si us˛ come aggettivo (“Omero, poeta sovrano”, Dante) e come sostantivo, nel significato di re, di monarca (propriamente, colui che sta sopra gli altri, che ha il pi˙ alto potere).
Nel Seicento si pass˛ dall’aggettivo al sostantivo, e si chiam˛ maschilmente
soprano (ma propriamente “canto o registro soprano”) la voce umana di pi˙ alto registro, quella che Ŕ propria delle donne e dei fanciulli, ma che un tempo era anche degli uomini, i quali la ottenevano con i noti mezzi inumani o anche mediante il cosiddetto falsetto. In seguito questo sostantivo, ripeto solo maschile, si adatt˛ anche alla persona dotata di tal voce, donna, uomo o ragazzo che fosse. E di qui nasce l’incertezza, che ancora sussiste, sul genere di questo sostantivo oggi che i soprani maschi non esistono pi˙. Non mi par dubbio, per˛, che l’unico uso corretto sia il soprano, al maschile, anche con riferimento a donna; nel plurale, i soprani. Un esempio del D’Annunzio: “Tilde era un primo soprano non molto giovane”; nel linguaggio dei critici musicali pi˙ vigilati questa forma maschile Ŕ poi quella generalmente rispettata. Diremo perci˛ “il celebre soprano Maria Caniglia”, “Questa ragazza diverrÓ un ottimo soprano”. Dire, come correntemente spesso si dice, la soprano, una soprano, e nel plurale le soprano, mi pare francamente un abuso, che consiglierei di evitare. Va da sÚ che la stessa regola dovrÓ valere per il mezzosoprano, plurale i mezzosoprani, e anche per il contralto (“Il celebre contralto Marietta Alboni”), che farÓ nel plurale i contralti.╗ (Aldo Gabrielli, Si dice o non si dice, Milano, Mondadori, 1976, pp. 87-88.)

Come sempre, si pu˛ “consigliare l’uso migliore”; poi ognuno decide come regolarsi. Ma sarebbe un bene se fosse una precisa scelta, consapevole, ponderata: non sempre cosÝ sembra, ahimŔ.


Autore : Marco1971 - Email : olgs_30@hotmail.com
Inviato il : 12/07/2004 alle 11.49.07


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