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Congiunzione testuale

Creato il: 17/06/2004 alle 11.40.01

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Congiunzione testuale
In realtà non bisognerebbe parlare di «danno» vero e proprio (ma una cosa è certa: la televisione «del terzo millennio», per usare la sua espressione, tende decisamente ad appiattire la lingua, inculcando moduli espressivi in qualche modo destinati a divenire dei veri e propri "prefabbricati linguistici"): l' "abuso" di alcuni avverbi e congiunzioni (oltre a «comunque» pensi anche a «tuttavia, mentre, dunque, perciò, peraltro, sebbene, casomai...») non andrebbe sbrigativamente spiegato come un esempio di lassismo o, peggio, scarso controllo sulla lingua.

Sebbene alcuni puristi, ad esempio, riprovavano (e forse ancora riprovano) l'uso di
«comunque» non seguito da verbo, oggi una branca della linguistica meglio preparata a illustrare quei fenomeni tipici di ciò che chiamiamo tecnicamente «testo», esibirebbe la categoria di «congiunzione testuale» (o «connettivo testuale» o, ancora, «avverbio testuale») per chiarire meglio la "funzione" e il "valore" di un elemento apparentemente scollegato dal resto della frase... In altre parole, di là dai limiti imposti dalla frase, la linguistica testuale ci spiega che alcune parole, collocate entro una macro «struttura», fungono appunto da connettivi, vale a dire garantiscono la cosiddetta coesione testuale, articolando ordinatamente le varie parti di un testo... in un discorso 'a braccio', poniamo, permettono la riformulazione delle idee già espresse; in una conversazione possono segnalare la presa di turno (della parola), svolgendo quindi il ruolo di segnali discorsivi; tra due sconosciuti, possono esemplificare la funzione sociale del linguaggio; anche i "fatismi" sarebbero connettivi testuali; sotto l'aspetto pragmatico, poi, indicherebbero l'atteggiamento del parlante nei confronti del proprio enunciato («sono convinto che tu sia responsabile... comunque, non pensiamoci più...») etc.

Quindi, non è detto che «non ve ne
sia assolutamente bisogno»... Anche l'odiato «cioè» aveva in realtà la sua bella funzione testuale, la stessa del più ricercato «tuttavia», ma anche di quell'altro «voglio dire» di qualche anno fa... Semmai si parlerà ancora una volta di registro, forse "colloquiale" per «comunque», "formale" per «tuttavia», "popolare" (o già legato al cosiddetto «giovanilese») per «cioè» etc.

Proscrivere un fenomeno ascrivibile al dominio testuale attraverso la solita grammatica, equivarrebbe a imporre una regola senza conoscere adeguatamente il contesto di riferimento [lo stesso si potrebbe dire anche per quel «piuttosto» citato in un precedente quesito, ad ogni modo "bollato" proprio dal sottoscritto, per cui qui si vorrebbe proporre un'interpretazione più sottile; anche se illustrare la funzione testuale in «non sbadigliava per il sonno,
piuttosto per la fame» richiederebbe una maggiore attenzione: il rischio sarebbe quello di essere fraintesi...].

Non «danno», quindi, ma, più esattamente, direi
banalizzazione di un aspetto "comunque" importante della lingua...

Autore : Ladim - Email : lanona@tiscli.it
Inviato il : 17/06/2004 alle 11.40.01


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