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Causativi

Creato il: 14/06/2004 alle 11.04.11

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Causativi
Ancora una volta, mi permetto di chiosare quanto già ottimamente detto da Ladim e Marco1971 nella speranza di fornire qualche ulteriore chiarimento sulla questione.
Innanzi tutto, a beneficio di chi non lo sapesse, vorrei ricordare che, nell’àmbito della «sintassi strutturalistica» di Lucien Tesnière, si definisce «valenza» il numero di argomenti [
obbligatori] richiesti per completare una frase nucleare, col che sono «avalenti», per esempio, i verbi atmosferici (e.g. «piovere»), «monovalenti» i verbi che richiedono (almeno) un soggetto (eventualmente sottinteso/implicito) come «morire», «bivalenti» i verbi che ammettono due argomenti (e.g. «mangiare») e «trivalenti» quelli che ne richiedono tre (e.g. «dare»)... Ovviamente, come già ricordato da Ladim, alcuni verbi possono essere ora monovalenti, ora bivalenti, etc. a seconda della particolare accezione in cui vengono usati.
Per cui, riassumendo, in italiano corrente, la situazione sembra essere la seguente: i causativi «fare» e «lasciare» vogliono la «costruzione diretta» coi verbi monovalenti («lascialo dormire») e i verbi bivalenti intransitivi («fallo giocare a pallone», «lascialo andare a casa»), la «costruzione indiretta» coi verbi bivalenti transitivi («lasciagli finire il discorso») e i verbi trivalenti («fagli dare un’occhiata al libro»)... E dico «italiano corrente» perché sono possibili anche altri tipi di costruzione -al mio orecchio, meno «standard», meno attuali, meno «toscane»-, e dico «sembra» perché non sono certo d’aver esaurito tutte le possibilità.
Per la frase in oggetto («lascia fare il/al cammello»), poi, Ladim ha giustamente tirato in ballo la semantica, ed è qui che vorrei ulteriormente precisare i termini della questione. Le espressioni [idiomatiche] «lascialo fare» e «lascia fare a lui»
non sono equivalenti: infatti, la prima significa «lascialo aggeggiare» (= «lascia che continui a fare ciò che sta già facendo») o «lascialo stare», mentre la seconda vale «lascia che sia lui a occuparsene» (= «lascia che cominci a fare»), dove «fare» è, in entrambi i casi, un verbo monovalente (~«agire»). Tant’è vero che «lascia fare a lui» non può essere cliticizzato in «lasciagli fare […]», costruzione tipica dei verbi bivalenti transitivi, senza mutarne il significato.

Autore : Infarinato - Email : p.matteucci@soton.ac.uk
Inviato il : 14/06/2004 alle 11.04.11


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