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«Sé stesso» e «sé medesimo»
Creato il: 13/06/2004 alle 22.37.43 |
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Messaggio
«Sé stesso» e «sé medesimo»
Non solo «per analogia e facilità», caro acàdemo, ma per un discorso di logica -e infatti questa è anche la posizione dell’Accademia: http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4016&ctg_id=44
Ma qui vorrei riportare la godibilissima (nonché chiarissima) argomentazione di Camilli & Fiorelli, Pronuncia e grafia dell’italiano, «Sansoni», Firenze 1965, p. 118: «Le grammatiche insegnano che il sé pronome perde l’accento nelle combinazioni sé stesso, sé medesimo, il che serve soltanto ad aumentare inutilmente le difficoltà ortografiche. Stabilito infatti che il se pronome si distingue dal se congiunzione per mezzo dell’accento, è assurdo andar poi a ricercare quando sia più o quando meno riconoscibile per dare la stura alle sottoregole e alle sottoeccezioni. E l’avere stranamente scelto proprio quelle due combinazioni (ma come distingueremo se stessi qui, se stesse a me, imperfetti di stare, da sé stessi, sé stesse?) e aver lasciato con l’accento, per esempio, il sé finale di frase, assolutamente inconfondibile con la congiunzione, o locuzioni come per sé stante, di sé solo, a sé pure, che si trovano nelle identiche condizioni di sé stesso e sé medesimo, testimonia solo la mania delle distinzioni e suddivisioni a vanvera di cui qualche volta soffrono i grammatici».
Autore : Infarinato - Email : p.matteucci@soton.ac.uk
Inviato il : 13/06/2004 alle 22.37.43
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