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«Accenti»

Creato il: 13/06/2004 alle 14.21.50

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«Accenti»
Naturalmente la mia considerazione voleva assumere un taglio "nostalgico", e a riguardo sono perfettamente d'accordo con lei: il prestigio linguistico è, anzitutto, legato alla pronuncia (là dove è l'oralità a imporsi su ogni altra forma di comunicazione); tuttavia riconoscerà anche lei che, quando incontriamo un personaggio di una certa levatura morale e culturale, padrone di una pronuncia non perfettamente in linea con la norma, se questo confonde una vocale anteriore di grado aperto con una di grado chiuso, ci sorprendiamo ben più indulgenti rispetto, poniamo, allo stesso che confonde l'uso del congiuntivo con quello del condizionale (e ci mancherebbe...) etc. - ma mi rendo perfettamente conto che, quando lei si riferisce ai giornalisti, vuole alludere a tutt'altro...
Ad ogni modo, se ho dato l'impressione di voler considerare un mero capriccio grafico la giusta attribuzione di un accento grave o acuto (con relative pronunce), vorrei fare subito chiarezza (e chiederle scusa): quel che intendevo era sottolineare come il più delle volte, e soprattutto in questioni di grammatica, si sia più inclini a "sottolineare" l'errore altrui, piuttosto che correggerlo semplicemente, o, meglio ancora, "spiegarlo" (mi pare che a riguardo si sia sempre un po' troppo sprezzanti e superficiali...). Ma in un clima "rilassato" bisognerebbe avere l'agio di poter indicare le giuste differenze, a chi voglia fare proprio un comportamento linguistico "prestigioso", riconosciuto tale dai più "qualificati" (oggi i grammatici).

Riguardo al raddoppiamento fonosintattico, anche qui mi trova perfettamente d'accordo (e quindi mi perdoni se vorrò continuare comunque questo piacevolissimo scambio...).
Altri monosillabi cosiddetti forti, cioè dotati d'accento, in alcuni casi, pur "cogeminando", non presentano l'accento grafico: pensi (per rimanere alla vocale anteriore chiusa
i) a chi e, appunto, al nostro qui, i quali, pur raddoppiando la consonante seguente (quiS e eccum hiC), non presentano l'accento grafico. Del resto lo stesso me raddoppierebbe più per analogia che per altro (tant'è che proprio per fonetica sintattica da me abbiamo avuto mi, con regolare chiusura di vocale protonica [dal lat. ME con vocale di quantità lunga] - indebolimento, questo, che non può ammettere in nessun modo il raddoppiamento, nemmeno per analogia... altra cosa, invece, sarà la nota /mi*/, il cui vocalismo è da ricondurre al versetto mira gestorum) etc.

Quindi, si è confermato (aggiungerei "un po' inutilmente", ma piacevolmente) tutto quello che lei ha detto - mi sappia felicissimo di aver suscitato la sua attenzione.


Autore : Ladim - Email : lanona@tiscali.it
Inviato il : 13/06/2004 alle 14.21.50


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