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Nuovi Tempi Verbali

Creato il: 10/05/2004 alle 22.04.47

Messaggio

Nuovi Tempi Verbali
Temo di non aver capito quale possa essere la "recentissima Grammatica" di cui Lei parla, e del resto la mia attenzione è stata richiamata soprattutto dalla sua domanda ("Allora di grazia chi ha ragione?"), e a questa vorrei far seguire una breve considerazione.

Seppure sia del tutto lecito chiedersi (come sempre) chi possa avere "ragione", in realtà una domanda del genere, a ben guardare, potrebbe non avere alcun senso. Semmai si parlerebbe di maggiore o minore "funzionalità", in altre parole di maggiore o minore "rendimento" descrittivo o esplicativo. Insomma, il signore che ha compilato la "recentissima" (a meno che non sia un fanfarone), potrebbe aver tentato una nuova strada, classificando la suddivisione dei "tempi verbali" attraverso nuove "categorie interpretative"
[Marco, la prego, mi perdoni!], senza per questo oscurare del tutto la precedente classificazione.

Ma, tutto sommato, se la riformulazione in questione si limita all' "imperativo", non vedo perché stupirsi di fronte ad una suddivisione in cinque "persone" - a parte la seconda singolare, da sempre le altre persone dell'imperativo presente coincidono morfologicamente con quelle del "congiuntivo presente" (cfr. anche
Serianni); per quel che riguarda l'"imperativo futuro" e il "futuro semplice", dove la coincidenza investe anche la seconda singolare, già il Dardano-Trifone propone, appunto, un "futuro imperativo"... cfr. "Per domani mattina lei mi consegnerà le pratiche" - si ricordi, del resto, che la costruzione "perifrastica del futuro semplice italiano" si compone di una forma del verbo "avere" latino-volgare [indicativo presente: *AO, *AS, *AT etc.] più l'infinito del verbo; "in questa locuzione il verbo HABEO assumeva il significato di 'ho da', 'devo'": "ho da consegnare" - a riguardo, scrive Patota: "quasi a indicare qualcosa di imposto [...] che si proietta automaticamente nel futuro" - da qui si potrebbe evidenziare una componente "imperativa" da sempre presente nel nostro "futuro semplice", attiva, ad esempio, in "Per domani mattina lei mi consegnerà le pratiche", corrispondente a "domani lei mi consegni" etc.

Se la memoria non mi inganna, ad esempio, il primo "grammatico" ad aver individuato in piena coscienza il modo "condizionale" italiano, è stato il nostro
Bembo - questo non vuol dire che prima del Bembo non esistesse il "condizionale" (di fatto anche l'Alberti ne aveva individuata la funzione, chiamandolo però modo "asseverativo" - ma, si badi, il Bembo non avrebbe potuto leggere l'Alberti etc.); del resto, se il riferimento è sempre stato quello della grammaticografia latina, non esistendo in latino il condizionale, in un primo momento si è stati inclini a non attivare questa "categoria" nemmeno per l'italiano etc.

Certo bisognerebbe valutare l'utilità di escludere il gerundio presente di "essere" - non vedo la necessità di "eliminarlo" (altra cosa sarebbe, diversamente, mettere in discussione il "valore" del participio passato di 'essere' ["stato"] - per cui effettivamente si ricorre al verbo "stare"; e forse lo stesso participio presente "ènte", ormai del tutto "lessicalizzato", potrebbe essere considerato un mero "tecnicismo filosofico" etc.). Ma ogni soluzione andrebbe accuratamente valutata. Senza contare che, solitamente, il "congiuntivo esortativo" non è classificato sotto il profilo "morfologico" - vale a dire che nelle grammatiche "solite", sullo specchietto flessionale, non compare la dicitura "congiuntivo esortativo"; si parla invece più esattamente di "frasi esortative" (che sarebbero una sottoclassificazione delle "volitive" - mi perdoni se ripeto cose già note), in cui la suddivisione procede dall' "intenzione comunicativa", o se preferisce, "dall' "intento generale del messaggio" (e avremmo allora le frasi "enunciative", "interrogative" "esclamative", "volitive") - e di fatto, le "volitive", per restare a quel che ha citato Lei, si possono costruire con l' "imperativo": "andate via di qui!"; con il "congiuntivo" - e si parla delle cosiddette "desiderative": "che tu sia felice!"; ancora con il "congiuntivo", per le nostre "esortative": "ci pensino bene"; o con l' "indicativo", per le "concessive" (da non confondere con le
proposizioni "concessive"): "parla pure"; infine con il "condizionale": "sarebbe bello stare qui con te!" etc.

Allora - sempre se non ho frainteso del tutto il Suo messaggio (e a riguardo ho qualche dubbio) - quel che avrebbe proposto il compilatore della "recentissima", sarebbe solo una nuova risistemazione dello stesso argomento, senza proporre, in ultimo (cfr.
Dardano-Trifone), alcunché di nuovo (tuttavia, quel che può fare la differenza, in realtà è proprio il "modo" in cui si osserva qualcosa... - ma questa considerazione potrebbe introdurre una "nuova" discussione, forse, qui, fuori luogo...).

Autore : Ladim - Email : lanona@tiscali.it
Inviato il : 10/05/2004 alle 22.04.47


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