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«Nietsche»...

Creato il: 04/05/2004 alle 19.16.14

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«Nietsche»...
Non sono andato a vedermi i versi di Gozzano ai quali Lei ha alluso, quindi prendo per buono, com'è ovvio, che vi si legga proprio «Nietsche» in luogo dell'originario «Nietzsche».
In tedesco, la grafia "Nietsche" varrebbe piú o meno come la nostra "Nicce", con la 'c' palatale forte, e la rima imperfetta usata da Gozzano, in cui si ripetono le vocali ma non le consonanti, si direbbe "assonanza" (resa indimenticabile dal Verdi quella "interna" di Boito: «In te parla una furia, / la sento e non l'intendo»). Si dice poi "consonanza" l'altra forma di rima imperfetta, in cui si ripetono le consonanti ma non le vocali, come la triviale "mangiando e bevendo" o quella, montaliana e ancora "interna", «tra gli scogli / parlotta la maretta».
La pronunzia del cognome vero del filosofo tedesco è, invece, simile a qualcosa che "in italiano" si potrebbe scrivere "Nizzsce", e non potrebbe rimare con "camicie". Ma forse Gozzano alludeva "ironicamente", scrivendo "Nietsche", a una pronunzia comune qui in Italia, con la 'c' palatale scempia; in questo caso, indipendentemente dalla grafia, si avrebbe, con "camicie", una rima perfetta.

«Sineddoche» (con l'accento tonico sempre sulla prima 'e'), da un verbo greco che vale etimologicamente "accolgo insieme") è la figura retorica, molto frequente anche nel parlar volgare, che esprime un tutto tramite una sua parte significativa(ad es. "un bel cervello" a significare una persona di notevole acume). «Metonimia» (con accento tonico sulla prima o l'altra 'i', a seconda si privilegi, come un tempo, la prununzia "latineggiante" o quella "grecizzante", forse oggi piú diffusa anche per ovvia analogia), il cui etimo potremmo leggere come "oltre il nome", è invece figura che, nella sua accezione piú generica, «designa un’entità utilizzando il nome di un’altra entità», alla prima correlabile. Abbastanza comuni sono, ad esempio, l'uso d'un effetto per indicarne la causa ("vive con il sudore della sua fronte"), quello dell'agente per indicare l'atto ("sirene" per "lusinghe", elettorali e no), e ancora quello del materiale costruttivo per indicare l'oggetto (i "legni" e gli "ottoni" per indicare due famiglie di strumenti a fiato, ossia, con altra metonimia, di "fiati"). Non è quindi corretto confondere le due figure retoriche, anche se la sineddoche può dirsi un caso particolare di metonimia.


Autore : Vittorio - Email : Vittorio.Mascherpa@rcm.inet.it
Inviato il : 04/05/2004 alle 19.16.14


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